Tronzano. Un applauso
liberatorio dei dipendenti
Edilcave ha celebrato
la conclusione del
Consiglio comunale di
lunedì 27.
All’ordine del
giorno era prevista la discussione
di un solo punto,
proposto dal gruppo
consiliare “Amici di Tronzano”,
con una duplice richiesta
di impegno rivolta
a sindaco e Giunta. Nella
prima istanza la minoranza
ha chiesto di « verificare
se sia legalmente praticabile
una sospensione-moratoria
dell’autorizzazione
della cava Edilcave, in
attesa della conclusione
dell’indagine in corso da
parte della Procura di
Vercelli » e, nella seconda,
a « impegnarsi a non
autorizzare ogni progetto
di cava, o discarica, presentata
al Comune, in
attesa della formulazione
del piano provinciale delle
cave, comprese quelle
già approvate dalla conferenza
dei servizi, ma non
ancora autorizzate dal
Comune ».
Proprio il coinvolgimento
della società bergamasca
ha fatto sì che la sala
consiliare fosse gremita
dai suoi dipendenti che
hanno assistito, silenziosamente
e senza nessuna intemperanza,
a una seduta
il cui esito poteva avere
ripercussioni sui loro posti
di lavoro. Prima di entrare
nel vivo della discussione il
sindaco ha letto uno scritto
inviato dalla Edilcave al
gruppo “Amici di Tronzano”
e, per conoscenza,
all’Amministrazione comunale.
In essa Tarcisio
Bettoni, amministratore
della società, ha ribadito
di convenire sulla necessità
e indispensabilità di un
piano cave, come aveva
già dichiarato in occasione
della conferenza organizzata
dal Comune a gennaio. Dell’indagine della
Procura che coinvolgerebbe
il sito di estrazione della
cava sottolinea che « ad
oggi nessuna contestazione
è stata formalizzata e,
pertanto, non vi sono prove
che possano supportare
le dichiarazioni rese dal
nostro ex dipendente ».
Dichiarazioni
che lo stesso ex
dipendente, in una lettera
allegata allo stesso memoriale,
ha ridimensionato
precisando che, durante
la conferenza organizzata
dal Movimento Valledora
il 5 febbraio a Santhià, « mi
limitai ad esporre quanto
avevo notato sulla presenza
di qualche copertone e
di eco-eternit in giro per
la cava, senza indicare il
punto preciso. All’infuori
dei materiali appena citati,
non ho fatto riferimento
a nessun altro elemento
inquinante, non ho dichiarato
che sotto i nuovi uffici
e nel lago di cava sono stati
interrati i materiali riportati
nella contestazione ». Affermazioni che, si legge
in conclusione con un atto
di accusa nei confronti degli
organizzatori della conferenza,
sarebbero « state
travisate ed ampliate, oltre
che divulgate, e che il sottoscritto
sia stato “usato”
per scopi che ignoro e non
comprendo ».
Sull’indagine della procura
l’assessore alle Cave,
Pier Luigi Ferrara, ha confermato
che « in Comune
non risultano procedure in
corso e, anche se ci fossero,
non significa siano una
condanna dunque non ha
senso sospendere un’autorizzazione
allo stato delle
cose ». Rispondendo poi al
secondo punto dell’ordine
del giorno ha spiegato che
« finora abbiamo esaminato
attentamente il contenuto
dei progetti presentati
e il nostro impegno di
amministratori continuerà
ad essere quello di analizzare
meticolosamente
eventuali piani che verranno
depositati ».
L’ultima discussione è
stata incentrata sulla risoluzione
presentata dal consigliere
Antonello Grolla,
gruppo “Amici di Tronzano”,
con la richiesta di applicare
la legge regionale
69/78 che prevederebbe,
in materia di concessione
di cave, la deliberazione da
parte del Consiglio comunale
e non della Giunta,
contrariamente a quanto
sarebbe avvenuto a Tronzano.
In risposta l’assessore
Mauro Guenzino ha
spiegato che « le competenze
dell’organo consiliare
sono quelle riportate nel
testo unico degli enti locali,
normativa nazionale
e successiva alla legge regionale
citata. Pertanto sarebbe
questo da applicare
e, quindi, non vi sarebbero
le irregolarità procedurali
segnalate. Inoltre l’autorizzazione
non è stato un atto
della Giunta ma dell’ufficio tecnico, in recepimento
a quanto espresso dalla
conferenza dei servizi ».
Insoddisfatta delle argomentazioni, la minoranza si è riservata la facoltà di ricorrere al TAR. Alla votazione entrambi i documenti esaminati sono stati respinti.
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