cronaca nucleare economia e lavoro sport rubriche opinioni cultura e spettacoli Comuni sfoglia il giornale

Vi si trova una rara testuggine, ed è luogo di sosta per numerose specie di uccelli migratori

La Palude di San Genuario, riserva di biodiversità

di Erika Anna Savio
foto: fauna della palude

Crescentino.    La Testuggine palustre europea è un animale riservato.    Quando qualcuno si avvicina alla pozza d’acqua dove nuota, subito si tuffa e scompare.    Patisce moltissimo gli avvicinamenti, soprattutto quelli incauti dell’uomo: uno dei motivi che fanno sì che questa creatura sia uno dei rettili più minacciati a livello europeo è che ormai i luoghi dove le attività antropiche non lasciano il segno sono rari.

    Alla Palude di San Genuario (istituita "Riserva Naturale Speciale e Zona di Salvaguardia") invece, questa tartaruga pare trovarsi bene: l’Ente Parco Fluviale del Po e dell’Orba provvede a garantirle la pace in un ambiente favorevole.    Difatti, le popolazioni residue di questa specie vivono in aree molto circoscritte poiché il volto del Po nel tempo è stato snaturato: bonifiche, inquinamento, pesticidi e diserbanti che ammorbano le acque, la meccanizzazione agricola, che distrugge i nidi e ferisce –quando non uccide– gli esemplari adulti, riducono parecchio le zone adatte alla Emys orbicularis.

    Ma la testuggine palustre non è la sola a gradire questo luogo: dal fitto dei canneti, sopra l’acqua degli stagni e dei canali, è un continuo volteggiare di ali, penne e piume che hanno viaggiato a lungo; sono gli uccelli migratori, che, numerosi, scelgono l’area per stazionare e nidificare.    In seguito ai monitoraggi, tra il 2001 e il 2006, per tutelare e incrementare l’area di questo sito e la sua popolazione, è stato finanziato dall’Unione Europea il progetto Life-Natura.

    Il luogo interessato –l’ex allevamento ittico di 50 ha in disuso– è una parte della Riserva, ma è un’area significativa, dato il precedente insediamento di uccelli ‘rari’.    Prima sono stati compiuti interventi di riqualificazione per ricreare la morfologia originaria delle zone umide; sono state ampliate le zone dei canneti, con aree a differente profondità, in modo da garantire habitat adatti alle varie specie, cercando di non danneggiare gli animali presenti, rimodellando le ex vasche artificiali dei pesci, soprattutto quelle con i bordi in cemento.

    « Le paludi sono sempre più rare, eppure sono importantissime » spiega Dario Zocco, direttore del Parco Fluviale; « a lungo sono state ridotte le zone umide.    L’uomo occupa spazi modificandoli per le sue necessità, ma l’ambiente in cui viviamo è limitato, così si perdono specie di flora e fauna non più ricreabili ».    La riserva di San Genuario è finalizzata a preservare la biodiversità ed è continuamente monitorata: stazioni di inanellamento ornitologiche, verifiche numeriche dei nidi, osservazioni e catture.

    « Molta attenzione è per i dati riguardanti le tre specie più significative, diventate simbolo del Parco: Tarabusino, Airone Rosso e Falco di Palude.    La loro presenza dimostra l’efficacia degli interventi fatti ed è un indicatore delle condizioni di salute dell’area ».

    Ma è difficile monitorare tutta la fauna.    « La testuggine, ad esempio, è poco controllabile.    Si usano trappole per catturarla e si segna il carapace per identificarla.    La popolazione però non è limitabile a un’area: non è detto che se non vengono catturate non ci siano. In Italia, inoltre, siamo indietro con i monitoraggi e i risultati sono rilevanti solo su tempi lunghi », dice Zocco.

    « Inoltre si deve considerare anche l’ambiente contiguo: centrali termoelettriche, attività industriali e agricole interferiscono con la riuscita del progetto.    La vita della fauna è legata alla flora: alcuni abitanti della palude, come la Licena, una farfallina arancio, possono vivere ad esempio solo dove è presente la pianta della Romice, di cui si nutrono ».

    « I dati sono confortanti –conclude Zocco– ma la sfida più difficile è far convivere necessità agricole come la manutenzione con quelle della natura. Il futuro di San Genuario è nella consapevolezza riflessa sulle azioni quotidiane di tutti ».


La Riserva Naturale Speciale

Habitat di grande interesse faunistico

Crescentino.    La Riserva Naturale Speciale e Zona di Salvaguardia della Palude di San Genuario si trova nel comprensorio territoriale in cui sono presenti il Parco fluviale del Po, il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino e il Biotopo di Fontana Gigante.

    L’area, insieme alla zona di Fontana Gigante, ha origini legate alla bonifica di ambienti acquatici naturali ed allo scavo di bacini a fini venatori e di pesca sportiva e più anticamente per l’estrazione della torba; successivamente, a seguito dell’abbandono delle attività, le due aree hanno subito un progressivo processo di rinaturalizzazione costituendo complessi habitat palustri di grande interesse faunistico, in particolare ornitologico, ma anche entomologico e floristico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 8 del 15-lug-2009 )
[ PDF ] visualizza o scarica tutta la pagina del giornale in cui compare questo articolo