
Crescentino. In
molti
l’avevano chiamato “il
grande escluso”. Ma l’ex
sindaco Fabrizio Greppi,
a seguito delle dimissioni
di Roberto Minoli, siede
nuovamente in Consiglio
comunale, stavolta nei
banchi della minoranza.
Quale effetto si prova
dopo quasi dieci anni al
vertice? « Eh, per certi
versi strano, ma contento. Mi concentrerò
sulle
cose davvero utili alla
comunità, vorrei che si
parlasse di fatti concreti…
ma conosco bene i
soggetti con cui ho a che
fare e temo che spesso si
faccia un gran bel parlare
solo per far prendere aria alla bocca ».
« Facciamo amministrazione
–ha poi precisato
l’ex sindaco– non
politica: qui contano i fatti ».
A tal riguardo è forte
il disappunto che Greppi
prova nei confronti della
decisione presa nel corso
dell’ultima seduta di
Consiglio comunale di
denuclearizzare, nuovamente,
il comune di Crescentino:
« È un’assurdità:
non spetta a noi prendere
tali decisioni, ammesso e
non concesso che venga
presa in considerazione
la richiesta. Personalmente
lo ritengo solo un
contentino dato all’assessore
Sellaro. Durante la mia amministrazione
comunale all’unanimità
si era deciso di abolire
questa iniziativa ».
E a chi gli obietta che
sta occupando un posto non suo replica: « Io sono
qui di diritto: ero in lista,
mi sono candidato e ho
messo in gioco la mia
immagine ».
È evidente che si riferisce alla nomina dell’assessore esterno Sellaro, chiamato a suo avviso dalla sindaca per « precedenti accordi »: « Non è l’unico ad aver rinunciato all’indennità di carica: anche io a gennaio, una volta destituito dall’incarico di sindaco, ho rinunciato al mio stipendio. Idem nei primi due anni del mio primo mandato: in totale sono quasi 45 mila euro ».
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