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Gli Emigranti del Faber Teater

foto: una scena dello spettacolo

Moncrivello. (c.car.)    Un successo che conta quasi centocinquanta repliche in Italia ed Europa lo spettacolo di teatro di strada del Faber Teater "Emigranti", che ha aperto al castello di Moncrivello, dopo l’Anabasi andata in scena a Brandizzo nella stessa serata, il Festival “Teatri di confine”.

    Come spiega il regista Aldo Pasquero, che con Giuseppe Morrone ha curato regia e drammaturgia, la performance unisce l’azione teatrale ad un tessuto di canzoni brasiliane, yiddish, spagnole, piemontesi, pizzica tradizionale pugliese, che sono state raccolte durante i viaggi dagli attori, e ricompongono un’immagine del mondo attraverso le sue melodie e le sonorità.

    In scena personaggi lievi, tra Chagall e Charlot, l’allegria e la malinconia dell’emigrante, i riti delle comunità e l’universalità dei sentimenti che si comprendono oltre ogni barriera linguistica. Il filo passa e si tende tra gli ebrei erranti, con la loro lingua e la musica che lega elementi germanici, slavi ed ebraici e la donna che traduce nell’inglese stentato dell’emigrante il testo di una canzone popolare piemontese.

    Accomunati dall’aver lasciato la casa, la terra in cui sono nati e dal recare con sé la propria storia in altri luoghi.    In terre lontane ricevono in cambio spezzoni di altre storie, a comporre un nuovo mosaico di culture che nel tempo si fondono.    Elda Viletto ha sottolineato il ruolo del Festival nel portare il teatro in luoghi inconsueti, non usualmente deputati alla sua fruizione, come stazioni ferroviarie e musei, e la funzione che il teatro adempie nei piccoli paesi, dove è più difficile organizzare momenti di aggregazione culturale.

    A portare in scena gli "Emigranti" vi sono Francesco Micca, Lodovico Bordignon, Lucia Giordano, Marco Andorno, Paola Bordignon e Sebastiano Amadio, con le scelte e la direzione musicale di Rocco de Paolis e di Antonella Talamonti.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 43 del 15-lug-2009 )
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