
Saluggia. (r.s.) Il
Parco del Po torinese ha
deciso di presentare
alla Regione Piemonte (Direzione Ambiente) e alla
Provincia di Vercelli (Servizio Risorse Idriche) formale istanza
di verifica dell’applicazione, nei diversi periodi dell’anno
e con continuità negli anni seguenti, del "Deflusso Minimo
Vitale di base", con rilascio di questo nell’alveo naturale della
Dora Baltea a valle della derivazione del canale Farini,
ad ovest dell’isolotto del Ritano.
In alcuni periodi dell’anno,
infatti, l’alveo naturale dei fiumi resta praticamente in secca:
tutta l’acqua viene prelevata a monte per scopi di irrigazione
e produzione energetica. La legge prevede invece che
nel fiume resti comunque un quantitativo di acqua in grado
di garantirne la naturale integrità ecologica, con particolare
riferimento alla tutela della vita acquatica.
Fin dal 2003 l’Ente Parco aveva presentato alla
Regione
un’istanza per la modificazione dei quantitativi di rilascio
della derivazione del canale sussidiario Farini. La
Regione
aveva avviato una concertazione tra i soggetti interessati e
aveva promosso la definizione di un protocollo di
intesa. Ci
sono stati numerosi incontri presso la Direzione regionale
ambiente con i soggetti coinvolti, in primo luogo le Associazioni
di irrigazione Ovest Sesia ed Est Sesia, la Coutenza
Canali Cavour e le Province di Vercelli e di Torino.
La Giunta
del Parco nel luglio 2007 aveva approvato il protocollo,
che prevedeva in sostanza l’adozione di una sperimentazione
di rilasci idrici (da 6 a 10,7 metri cubi al secondo).
Gli altri Enti coinvolti, però, dopo aver dato l’assenso non
hanno mai firmato il protocollo.
La Giunta del Parco ha allora deciso di presentare alla Regione Piemonte e alla Provincia di Vercelli un’istanza di verifica dell’applicazione, nei diversi periodi dell’anno e con continuità, del deflusso minimo vitale di base.
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