cronaca nucleare economia e lavoro sport rubriche opinioni cultura e spettacoli Comuni sfoglia il giornale

Querela contro ignoti e tanta solidarietà.  Da settembre il nuovo parroco sarà don Pasteris

Malelingue, don Elio Grosso lascerà il paese

di Alberto Leproni
foto: don Elio Grosso

Bianzè.    Una bufera si è scatenata su don Elio Grosso, parroco di Bianzè, che in settembre cambierà sede, assumendo l’incarico di cappellano all’ospedale Sant’Andrea ed alla clinica Santa Rita di Vercelli.

    Nei giorni scorsi ignote malelingue del paese lo hanno accusato di avere una predilezione particolare per la bottiglia e di godere della compagnia di Bacco ben più del necessario con effetti nefasti sul suo equilibrio.

    Secondo queste voci, tutte da dimostrare, si sarebbe ubriacato in più occasioni in pubblico, anche durante la festa della Santissima Trinità.    Un’accusa ingiusta quanto infamante che ha indotto il prelato a procedere a una querela per diffamazione.

    A favore del prevosto si è schierata sia gran parte della gente di Bianzè, definendo la vicenda come assurda, sia la stessa curia arcivescovile di Vercelli.    Fra i primi a farsi vivi di persona con il parroco è stato Luciano Galvani, il capogruppo di minoranza per la lista “Lavoriamo per Bianzè”: « Sono andato a esprimergli la mia solidarietà il giorno stesso di persona –afferma–.    Credo siano voci false e cattive.    Don Elio è una persona che a me, pur non frequentando molto la chiesa, piace molto perché è una persona vera.    Il fatto che abbiano deciso di allontanarlo non è bello.    E forse tutto questo è solo una diretta conseguenza orchestrata da chi non l’ha mai amato ».

    Concorde con il collega di minoranza l’altro consigliere, Giorgio Bergamasco che è anche membro del Consiglio Pastorale: « Tutto il Consiglio si è schierato compattamente dalla parte del parroco –afferma–, perché sappiamo bene che persona è e che certe voci non meritano il minimo ascolto.    Io per primo sono stato testimone oculare dell’infondatezza e della falsità delle voci perché ero presente in tutte le occasioni citate e l’ho sema pre visto lucido ».

    Dello stesso avviso, ma con toni molto più decisi è anche monsignor Giuseppe Cavallone, vicario generale dell’arcidiocesi di Vercelli: « E’ tutto assolutamente falso, certe cose non bisognerebbe nemmeno scriverle.    Chi lo fa è perché vuole solo seminare zizzania e minare la credibilità di una persona per bene che non ha nessun motivo di chiedere scusa o di pentirsi di qualcosa perché non ha fatto proprio nulla », afferma.

    E’ anche vero però che le dicerie di paese sui parroci ci sono sempre state, soprattutto in Italia, e solitamente traggono fondamento da ragioni ben precise.

    In questo caso la notizia del cambio annunciato alla guida della parrocchia di Sant’Eusebio se non la causa scatenante potrebbe essere una concausa.    Una tesi condivisa da Bergamasco, che afferma: « Indubbiamente quando ci sono situazioni difficili all’interno di una parrocchia basta poco perché da una voce isolata scaturisca un vero e proprio vespaio.    Tutti, Curia inclusa, sappiamo che queste voci sono totalmente prive di fondamento, però il fatto che ci siano state ha scatenato un putiferio che si doveva evitare ».

    Possono essere queste il motivo del cambio di parrocchia?    « Assolutamente no, perché era una decisione già presa da tempo, al massimo questa può essere intesa come la dimostrazione che il cambio era già deciso e che c’è stata solo un’accelerata nei tempi ».

    Sul perché il Consiglio pastorale di Bianzè abbia chiesto e ottenuto il cambio alla guida della parrocchia Bergamasco non si fa problemi a dire che è dipeso da una serie di fattori: « Don Elio è in parrocchia da due anni e in questo periodo non ha legato con tutti nello stesso modo, magari assecondando troppo alcune persone.    E’ un ottimo pastore di anime ed ha un carattere molto diverso dal suo preecessore, don Enrico Triminì ».

    Al suo posto arriverà don Lorenzo Pasteris, attuale parroco di Moncrivello, mentre don Elio si appresta ad assumere l’importante ruolo di cappellano nelle due strutture sanitarie vercellesi: al Sant’Andrea e alla clinica Santa Rita.    Sono decisioni che attendono ormai soltanto la scontata ratifica dell’arcivescovo Enrico Masseroni entro i primi di agosto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 18 del 15-lug-2009 )
[ PDF ] visualizza o scarica tutta la pagina del giornale in cui compare questo articolo