
Vercelli. (sa.ba.)
« Anche
il sindacato ritiene
che la crisi non abbia
ancora manifestato la
sua gravità sul piano occupazionale,
gli effetti si
avvertiranno alla fine del
2009.
Studi internazionali
rimandano la ripresa
tra la metà e la fine del
2010. Da tempo stiamo
sollecitando la politica ad
interessarsi maggiormente
del territorio ed abbiamo
apprezzato gli impegni
presi dai parlamentari, innanzitutto
aumentare fino
a 104 settimane la cassa
integrazione.
Ma tutti i
soggetti del territorio devono
essere coinvolti nella
ripresa, senza aspettare
aiuti esterni, sempre più
aleatori. Bisogna convogliare
le risorse pubbliche
e private disponibili per
utilizzarle al meglio e con equità. Anche il
sindacato
deve impegnarsi: nell’ultima
enciclica del Papa ho
letto un passo che invita le
organizzazioni sindacali
a non dedicarsi alla sola
difesa dei propri iscritti
ma a rivolgere lo sguardo
anche ai soggetti più
a rischio, mettendo in
atto forme di difesa per
i meno garantiti.
La CISL sostiene che la “manovra
d’estate” abbia
messo in atto il
massimo che il
nostro forte indebitamento
poteva
permetterci,
ed è anche vero che il
provvedimento contiene
molte delle azioni da noi
richieste, ad esempio il
“bonus” per le aziende
che utilizzano i cassaintegrati
in progetti di formazione
o riqualificazione e a riduzione del 50% sugli
utili reinvestiti nei processi
produttivi.
Ma se consideriamo
i due provvedimenti,
del “bonus” non se ne
conosce l’ammontare né
la copertura perché non
si sa quante aziende aderiranno
all’invito. Aderirà
solo chi pensa che ci sarà
presto una ripresa perchè
le imprese che si sentono
fuori mercato e già “arrancavano”
non
avranno interesse
a trattenere presso
di sé i lavoratori.
Da uno studio
che abbiamo
effettuato, sembra inoltre
che molte aziende del vercellese
abbiano una certa
fretta di “smobilitare” per
abbandonare un territorio
ostile dal punto di vista del
conto economico, come
è successo per la Teksid.
La detassazione sugli utili
investiti, poi, mi sembra
improbabile: allo stato attuale,
le aziende quanti utili
conseguono?
Oltretutto
gli investimenti riguardano
solo l’acquisto dei macchinari
e non i servizi di ricerca,
i capannoni... Non c’è
invece alcun cenno sulla
detassazione delle buste
paga dei lavoratori e delle
pensioni: chi dovrebbe far
ripartire la domanda interna
e i consumi? ».
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