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 crisi economica   il sindacalista Bruno Ranucci

Ranucci: temo che sul piano occupazionale
i problemi maggiori saranno a fine anno

« Si detassino le buste paga »

foto: Bruno Ranucci

Vercelli. (sa.ba.)    « Anche il sindacato ritiene che la crisi non abbia ancora manifestato la sua gravità sul piano occupazionale, gli effetti si avvertiranno alla fine del 2009.

    Studi internazionali rimandano la ripresa tra la metà e la fine del 2010.    Da tempo stiamo sollecitando la politica ad interessarsi maggiormente del territorio ed abbiamo apprezzato gli impegni presi dai parlamentari, innanzitutto aumentare fino a 104 settimane la cassa integrazione.
    Ma tutti i soggetti del territorio devono essere coinvolti nella ripresa, senza aspettare aiuti esterni, sempre più aleatori.    Bisogna convogliare le risorse pubbliche e private disponibili per utilizzarle al meglio e con equità.    Anche il sindacato deve impegnarsi: nell’ultima enciclica del Papa ho letto un passo che invita le organizzazioni sindacali a non dedicarsi alla sola difesa dei propri iscritti ma a rivolgere lo sguardo anche ai soggetti più a rischio, mettendo in atto forme di difesa per i meno garantiti.

    La CISL sostiene che la “manovra d’estate” abbia messo in atto il massimo che il nostro forte indebitamento poteva permetterci, ed è anche vero che il provvedimento contiene molte delle azioni da noi richieste, ad esempio il “bonus” per le aziende che utilizzano i cassaintegrati in progetti di formazione o riqualificazione e a riduzione del 50% sugli utili reinvestiti nei processi produttivi.
    Ma se consideriamo i due provvedimenti, del “bonus” non se ne conosce l’ammontare né la copertura perché non si sa quante aziende aderiranno all’invito.    Aderirà solo chi pensa che ci sarà presto una ripresa perchè le imprese che si sentono fuori mercato e già “arrancavano” non avranno interesse a trattenere presso di sé i lavoratori.

    Da uno studio che abbiamo effettuato, sembra inoltre che molte aziende del vercellese abbiano una certa fretta di “smobilitare” per abbandonare un territorio ostile dal punto di vista del conto economico, come è successo per la Teksid.

    La detassazione sugli utili investiti, poi, mi sembra improbabile: allo stato attuale, le aziende quanti utili conseguono?
    Oltretutto gli investimenti riguardano solo l’acquisto dei macchinari e non i servizi di ricerca, i capannoni... Non c’è invece alcun cenno sulla detassazione delle buste paga dei lavoratori e delle pensioni: chi dovrebbe far ripartire la domanda interna e i consumi? ».

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 31 del 15-lug-2009 )
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