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Saluggia. In questa
estate tropicale, dove
sono molto più frequenti i rovesci temporaleschi
che i colpi di mercato, anche per me che, da
sempre, seguo stancamente l’evolversi delle
contrattazioni è facile seguire lo spostamento di
fenomeni e bidoni dell’italico calcio.
Il nostro movimento sta provando la sensazione
che, anni fa, il nostro attuale presidente del
Consiglio aveva riservato agli altri campionati
europei, inondando il mercato dell’epoca di
fantamiliardi come se piovesse.
Adesso sono altri tempi e da noi tutti si
scandalizzano
del fatto che le quotazioni siano andate
fuori controllo; allora invece erano bruscolini ed
era logico comprare 30 giocatori, strapagarli
per poi magari farli giocare nel giardino di Arcore;
drogare il mercato con ingaggi stratosferici,
che infatti portarono il giocattolo pallone alle
soglie del baratro e molte società alla bancarotta.
Però, visto che all’epoca chi poteva
spendere
era “dei nostri”, andava bene così.
In questa stagione invece è il Real Madrid
ad acquistare da Ronaldo a Kakà, da Villa
a
De Rossi per puntare forse addirittura ad altri
settori, magari quindi arriveranno anche Sean
Connery o Brad Pitt.
Tutti questi problemi non hanno mai riguardato
il nostro Toro. Da noi, i pochi giocatori forti
arrivavano ad inizio o a fine carriera; quando
siamo falliti l’abbiamo fatto “al risparmio”, vittime
di un presidente sicario, incapace di gestire
il Toro, come le altre sue aziende e comunque
senza un briciolo di interesse a fare della nostra
squadra una compagine dignitosa.
Tornando alla stretta attualità il mercato
del
Toro sta proseguendo tra conferme importanti
(Bianchi), conferme obbligate (Barone, e chi se
lo piglia ‘sto ciucco? ), acquisti -sulla carta-
azzeccati (Loria, forse Italiano e Pinardi)
e salvatori
della patria (Di Michele, speriamo di non
cascarci e vendiamolo).
Penso che senza fare grossi colpi, ma costruendo
una squadra logica, qualche soddisfazione
potrebbe arrivare, anche se la cosa
che più mi preoccupa è il logoramento di una
stagione con 46 partite: logoramento nostro ovviamente.
Scopro mentre scrivo che i ragazzi sono già
arrivati nella sede del ritiro, quest’anno a
Folgaria. Credo che ricomincerò ad occuparmi
di
questioni tecniche non prima delle gare di Coppa
Italia, se non più in là.
Notizie sui prezzi degli abbonamenti non ce ne sono, Cairo sta ancora studiando lo slogan per questa stagione. Dopo “Quest’anno ci divertiamo...” (molti non sanno che finiva con “...ma retrocediamo…” potrebbe essere “Quest’anno ci annoiamo… ma saliamo “, sperando che il presente semplice sia quello del verbo salire e non quello del verbo salare.
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