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[ mascotte: un simpatico torello scatenato ]

 Granata comunque e dovunque 

“Quest’anno ci divertiamo” (e siamo scesi in B)
Chissà Cairo a quale nuovo slogan sta pensando...

di Enrico “Sciamano” Vallino
foto: Urbano Cairo

Saluggia.    In questa estate tropicale, dove sono molto più frequenti i rovesci temporaleschi che i colpi di mercato, anche per me che, da sempre, seguo stancamente l’evolversi delle contrattazioni è facile seguire lo spostamento di fenomeni e bidoni dell’italico calcio.

    Il nostro movimento sta provando la sensazione che, anni fa, il nostro attuale presidente del Consiglio aveva riservato agli altri campionati europei, inondando il mercato dell’epoca di fantamiliardi come se piovesse.

    Adesso sono altri tempi e da noi tutti si scandalizzano del fatto che le quotazioni siano andate fuori controllo; allora invece erano bruscolini ed era logico comprare 30 giocatori, strapagarli per poi magari farli giocare nel giardino di Arcore; drogare il mercato con ingaggi stratosferici, che infatti portarono il giocattolo pallone alle soglie del baratro e molte società alla bancarotta.

    Però, visto che all’epoca chi poteva spendere era “dei nostri”, andava bene così.

    In questa stagione invece è il Real Madrid ad acquistare da Ronaldo a Kakà, da Villa a De Rossi per puntare forse addirittura ad altri settori, magari quindi arriveranno anche Sean Connery o Brad Pitt.

    Tutti questi problemi non hanno mai riguardato il nostro Toro.    Da noi, i pochi giocatori forti arrivavano ad inizio o a fine carriera; quando siamo falliti l’abbiamo fatto “al risparmio”, vittime di un presidente sicario, incapace di gestire il Toro, come le altre sue aziende e comunque senza un briciolo di interesse a fare della nostra squadra una compagine dignitosa.

    Tornando alla stretta attualità il mercato del Toro sta proseguendo tra conferme importanti (Bianchi), conferme obbligate (Barone, e chi se lo piglia ‘sto ciucco? ), acquisti -sulla carta- azzeccati (Loria, forse Italiano e Pinardi) e salvatori della patria (Di Michele, speriamo di non cascarci e vendiamolo).

    Penso che senza fare grossi colpi, ma costruendo una squadra logica, qualche soddisfazione potrebbe arrivare, anche se la cosa che più mi preoccupa è il logoramento di una stagione con 46 partite: logoramento nostro ovviamente.    Scopro mentre scrivo che i ragazzi sono già arrivati nella sede del ritiro, quest’anno a Folgaria.    Credo che ricomincerò ad occuparmi di questioni tecniche non prima delle gare di Coppa Italia, se non più in là.

    Notizie sui prezzi degli abbonamenti non ce ne sono, Cairo sta ancora studiando lo slogan per questa stagione.    Dopo “Quest’anno ci divertiamo...” (molti non sanno che finiva con “...ma retrocediamo…” potrebbe essere “Quest’anno ci annoiamo… ma saliamo “, sperando che il presente semplice sia quello del verbo salire e non quello del verbo salare.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 37 del 15-lug-2009 )
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