Saluggia..
(sa.ba.)
Le parole di Severino Gasparini (Filcem-Cgil) rivelano
soddisfazione: l'accordo stipulato con Sorin sottolinea ancora una volta
l'interesse della stessa al sito di Saluggia, ed è volto all'ampliamento della
produzione delle valvole
biologiche.
L'operazione viene fatta attraverso una
richiesta di cassa integrazione per ristrutturazione:
i laboratori saranno ampliati fino ad arrivare al
raddoppio dei metri quadri del reparto. La nuova cassa integrazione partirà
dal 1° settembre. Al termine del ciclo di cassa integrazione per crisi
-spiega Gasparini- sarebbero state una quarantina
le persone senza una ricollocazione all'interno di
Sorin.
Con il nuovo accordo,
queste esse hanno "respiro" per altri due anni. Raddoppiando l'area del
reparto e le postazioni
lavorative, in futuro si potrebbe presentare anche
la possibilità di un loro riassorbimento,
se in linea con il profilo delle figure
professionali richieste a seguito dell'ampliamento.
Il provvedimento di cassa integrazione per crisi
era stato richiesto per 400 lavoratori, ma le punte
massime sono state di 150 persone. Ora -spiega ancora Gasparini- saranno
una cinquantina i dipendenti in cassa dall'anno
scorso, alle quali si aggiungono una sessantina di lavoratrici interessate dalla
sospensione temporanea
(per ristrutturazione) della
produzione delle valvole
biologiche. In totale, circa
130/140 persone.
L'ampliamento approvato da Sorin fa ben sperare il sindacato: in un momento di forte crisi che attanaglia le aziende del circondario l'investimento su Saluggia, di un bel po' di milioni di euro, è davvero importante -conclude il rappresentante della Filcem-Cgil- non era poi così scontato perché lo stabilimento "concorrente" al nostro è quello di Vancouver, in Canada; ma tutti insieme abbiamo lavorato per far sì che la decisione fosse presa nella direzione di Saluggia.
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