Crescentino. A vedere la
gente fuori dalla sala, fino
in corridoio, sembrava di
fare la fila per entrare al cinema,
giovedì scorso, per
la prima seduta del Consiglio
Comunale dell’amministrazione
Venegoni.
C’era da attenderselo,
penserà il lettore, visti i
toni accesi e sostenuti della
campagna elettorale, che
per la prima della squadra
“Amare Crescentino” la
curiosità fosse molta. Ma
anche la commozione era
forte, quando Marinella
Venegoni ha pronunciato
il giuramento sulle note
dell’inno di Mameli.
« Ho
visto tanto odio nei mesi
passati – ha dichiarato
la neo sindaca – trasformiamolo
in discussione
e dibattito politico. Ho
in mente John Lennon
e vi chiedo ‘Peace and
love’. L’integralismo, la
mancanza di cultura non
hanno mai portato a nulla,
soltanto all’odio: sono
sentimenti che non fanno
onore a nessuno. Viviamo
questi cinque anni che ci
aspettano con più serenità ».
Ha poi chiesto alla sua
giunta e ai suoi consiglieri
un atteggiamento coinvolto
e positivo nei confronti
dell’amministrazione, per
poter realizzare il programma
elettorale: restituire
Crescentino ai crescentinesi,
lontano da interessi
di parte e giochi di potere.
Al di là della commozione
del primo cittadino,
non sono mancate nemmeno
le sorprese. Roberto
Minoli, primo candidato
della lista omonima, entrato
in consiglio insieme
a Carmine Speranza,
non c’era. Al suo posto
una lettera di dimissioni:
« La recente nomina
di Consigliere comunale
di Crescentino – recita
il comunicato – è rende
incompatibile con quella
che ricopro all’interno
della Sezione dei Costruttori Edili quindi, essendo
la mia attività imprenditoriale
prevalente a quella
di Consigliere Comunale,
sono costretto a optare a
favore di questa. A malincuore
rassegno le mie dimissioni
da Consigliere del
Comune di Crescentino ».
La notizia era trapelata già
nei giorni precedenti. Al
suo posto, come qualcuno
sospettava già subito dopo
i risultati delle elezioni, l’ex
sindaco Fabrizio Greppi,
che però era assente e che,
quindi, riceverà l’investitura
a consigliere di minoranza
curanza la prossima
seduta.
Minoranza. Termine
che è risuonato più volte
durante il consiglio. Tutti
i capigruppo hanno, infatti,
precisato di non essere
esponenti « dell’opposizione,
ma di minoranza ».
È
stato Riccardo Piolatto il
primo a esordire in questi
termini, definendo l’operato
della propria lista di
« collaborazione priva di
pregiudizi ». « Sarà un’opposizione
di qualità, che
punterà a dare fermo appoggio
per gli interessi
comuni, ma saremo fermi
quando le idee a riguardo
saranno incompatibili ». Ha poi fatto notare, Piolatto,
come l’attuale Giunta
sia espressione soltanto del 30% degli elettori crescentinesi
e come la spaccatura
fra la sua lista e quella
di Minoli abbia di fatto
penalizzato l’elettorato di
centro-destra.
Non sono
neanche mancati spunti
di attacco alla squadra di
Amare Crescentino: « Occorre
prestare attenzione –
ha proseguito Piolatto - alle
piccole cose: le strade, la
viabilità, il caos indecoroso
provocato dai rifiuti ».
Sulla stessa linea anche
Gian Maria Mosca:
anch’egli si definendosi
esponente di minoranza,
ha proposto collaborazione
alla Giunta, chiedendo,
a riguardo, la modifica del
regolamento del consiglio
comunale, che prevede
la comunicazione della
convocazione e degli atti
ventiquattro ore prima
della riunione: « Ho portato
alcuni esempi nella mia
mozione – ha precisato il
consigliere – per dimostrare
come questo sia un sistema
che non ha riscontri
da nessun’altra parte. Vorremmo
che i documenti
ci pervenissero almeno
cinque giorni lavorativi
precedenti, o quando viene
depositata la richiesta
di convocazione del Consiglio,
in modo da poterli
studiare con la dovuta attenzione ».
Nel corso della seduta è stato eletto il presidente del Consiglio, Dario Gallo, e il suo vice, Magda Balboni Tasso, della lista Piolatto, e sono stati nominati la commissione elettorale e l’assessore esterno, Salvatore Sellaro, con delega all’Ambiente, che ha dichiarato: « La campagna elettorale è stata spiacevole, un simile atteggiamento offende la democrazia: occorre un rapporto diverso fra maggioranza e minoranza, per riunire il paese ».
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