Saluggia.
(r.s.)
Nonostante
il diniego dell’Amministrazione
Pasteris alla
richiesta, formulata da
due gruppi di minoranza,
di costituire una commissione
d’indagine, dal Municipio
cominciano a filtrare
alcuni elementi che
permettono di
stabilire perché
si è arenato
il progetto
di Rinascita
Saluggese di
trasformare il
cinema comunale in uffici.
Il primo progetto, fatto
realizzare nel 2008 (e pagato
con soldi pubblici),
è stato accantonato.
A
dicembre, infatti, l’Amministrazione
ha deciso
di emettere un bando di
gara per l’affidamento
della progettazione. Un
bando non aperto a tutti:
vengono scelti -da chi, e
con quali criteri, ancora
non è chiaro- cinque
professionisti. Fra questi
non c’è quello che aveva
redatto la prima versione
del progetto; questi, allora,
scrive una lettera al
sindaco: “abbiamo
potuto
constatare che
tre dei soggetti
invitati risultavano
privi
dei requisiti
necessari per eseguire la
prestazione richiesta o
addirittura non interessati
a presentare l’offerta”.
Nella stessa lettera, il professionista
escluso scrive
anche: “deve ritenersi che
la nostra partecipazione
alla gara avrebbe senza
dubbio consentito, nel rispetto
dei principi di concorrenza e trasparenza
degli affidamenti pubblici,
l’attuazione del criterio
di economicità, che deve
costantemente ispirare
l’azione amministrativa”.
Le cinque offerte, comunque,
arrivano in
Municipio. L’Amministrazione
nomina una
Commissione con il compito
di esaminarle. Il 5
marzo la Commissione
conclude i lavori scrivendo
che “non sussistono gli
elementi per l’affidamento
dell’incarico”. Il sindaco Pasteris non è
convinto delle conclusioni
della Commissione e decide
di chiedere un parere
a un avvocato. Nella sua
relazione, datata 28 aprile,
il legale prospetta la
“riedizione integrale della
procedura selettiva”, e
scrive che “parrebbe sussistere l’interesse pubblico
specifico a disporre l’annullamento
d’ufficio della
procedura”.
Si giunge così a metà
maggio: i consiglieri di
Gruppo Misto e Comunità
Saluggese chiedono
congiuntamente la convocazione
del Consiglio e
l’istituzione di una commissione
di inchiesta e
controllo, che verifichi le
attività svolte dal Comune
relativamente all’affidamento
della progettazione
per la trasformazione
dell’ex cinema in uffici
comunali.
La maggioranza boccia la proposta. Dalla documentazione, ancora incompleta, di cui la Gazzetta è in possesso si evince che, sebbene non esista ancora un progetto definitivo, ad oggi la vicenda è costata al Comune almeno 10 mila euro.
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