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Presentato giovedì 25 a Cigliano Non profit, libro-intervista a Luigi Bobba

Don Mazzi: « il volontario deve essere un seminatore »

foto: il tavolo dei relatori

Cigliano. (c.car.)    Un folto pubblico ha assistito giovedì 25 giugno alla presentazione a Cigliano del libro di Luigi Bobba Non profit.

    Il libro, con la prefazione di Paola Bignardi, nasce dall’intervista al deputato del Partito Democratico, già presidente nazionale delle ACLI e portavoce del Forum del Terzo Settore, scritta da Gabriella Meroni, del settimanale “Vita”, il primo settimanale del "non profit" nato in Italia.

    Dopo il saluto dell’assessore comunale alla cultura Bruna Filippi e del sindaco Giovanni Corgnati si sono avvicendate le riflessioni degli ospiti della serata sui temi trattati da Non profit.    Sul palco le esperienze di don Antonio Mazzi, creatore della Fondazione Exodus, che nasce nel 1984 al Parco Lambro di Milano contro la tossicodipendenza, e che oggi in Italia e all’estero si occupa oltre che di vittime della droga, di contrasto della prostituzione e recupero dei detenuti, e del saluggese Giovanni Olivero, fondatore di Vita Tre (2000 soci iscritti e 230 volontari attivi in nove comuni, con un valore aggiunto dei servizi erogati che tocca gli 800 mila euro per 3000 cittadini serviti), presidente per sei anni del Centro Servizi Volontariato di Vercelli.

    Olivero ha posto l’accento sulla ricchezza umana che si esprime nel volontariato, nel collante delle relazioni che non si basano sul denaro ma sulla cultura e la soddisfazione del dono disinteressato.    Le criticità sottolineate dal fondatore di Vita Tre sono la necessità di una maggiore forza e consapevolezza di sé del mondo del volontariato, che è fatto di persone formate a dovere per i propri compiti che devono organizzarsi per conquistare il ruolo di interlocutore per i politici sui temi del volontariato.

    Don Mazzi ha sottolineato la necessità dell’auto organizzazione di questo mondo che si allontana sempre più dall’improvvisazione e che può costituirsi a pieno titolo come “formatore” per la classe politica sulla realtà del volontariato e anche sulle esigenze che esso rappresenta, spesso non note in modo preciso ai politici.    Il ruolo dei volontari oggi in Italia, continua il fondatore di Exodus, è di essere in parte “cerotto” per le mancanze della società e degli enti pubblici.

    La percezione è di essere ancora molto lontani dal divenire il pungolo, la coscienza critica, il sassolino nella scarpa della classe politica.    E di fondo il problema dell’ingiustizia sociale, tra il nord e il sud del mondo, tra la società dei consumi e chi vive con mezzo dollaro al giorno, e dentro alle società più ricche i tarli della paura, dell’odio, della sopraffazione.

    Tracciando l’identikit del volontario, don Mazzi invita a smettere di accusare gli altri e provare ad essere dei seminatori, ad essere ottimisti, a togliersi dalla testa le etichette, creando così relazioni autentiche.

    Luigi Bobba, nel suo duplice ruolo di ex presidente delle ACLI e oggi di politico, ha spiegato i passi salienti dello strutturarsi e consapevolizzarsi del volontariato nel nostro paese e dei riconoscimenti di legge che negli anni lo hanno accompagnato, la necessità di riforme ulteriori, il controverso rapporto del volontariato con la politica visto dall’interno, e ha posto l’accento sulla realtà della fiducia che l’Italia ripone nelle organizzazioni di volontariato, come dimostra un dato emblematico: l’adesione di 16 milioni di italiani nel 2006 alla proposta di destinare il 5 per mille alle organizzazioni di volontariato.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 44 del 1-lug-2009 )
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