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Nel corso del primo Consiglio comunale della nuova sindaca Venegoni

Crescentino si dichiara “Comune denuclearizzato”

Mosca (minoranza) fa emendare il testo proposto da Rotondo (maggioranza)

di Giulia Gagliardi

Crescentino.    In occasione della prima seduta di Consiglio comunale della neoeletta sindaca Marinella Venegoni, si è discusso anche di nucleare.

foto: Giuseppe Rotondo, Gian Maria Mosca

    L’ultimo punto all’ordine del giorno, inserito su proposta del consigliere di maggioranza Giuseppe Rotondo (Amare Crescentino), è stato inserito solo due giorni prima della seduta, spiazzando i membri della minoranza che non ne erano stati informati in tempo.

     La questione è la dichiarazione di Crescentino come “Comune denuclearizzato”.

    I precedenti.    Durante la prima consigliatura Venegoni nel 1996, Crescentino si era già proclamato “Comune denuclearizzato”. L’Amministrazione Greppi revocò la delibera e rimosse il cartello con la dicitura agli ingressi del territorio comunale.

    La situazione è complicata: attorno a Crescentino esistono due depositi di scorie radioattive, a Trino e a Saluggia.    Un altro problema che si pone è quello della definizione di un sito, unico in Italia, dove si vorrebbero depositare tutte le scorie presenti nel nostro paese.    Se la scelta dovesse cadere sul territorio del basso Vercellese si dovrebbe fare i conti con un grosso rischio per la salute di coloro che in queste zone ci vivono.

    La proposta.    Il consigliere Giuseppe Rotondo ha proposto ai colleghi e al folto pubblico presente un prototipo di proposta formulata da Legambiente per dichiarare il Comune “territorio contrario alla produzione e all’uso di energia nucleare”.    In tal modo si vuole dare un segnale chiaro e forte al Governo: non vogliamo il nucleare nel nostro territorio, non vogliamo che vengano costruite qui delle centrali nucleari, non vogliamo che diventi un sito per lo stoccaggio delle scorie e chiediamo la massima trasparenza sul processo di individuazione del sito di stoccaggio unico in Italia.

    L’Italia, nonostante il referendum con cui nel 1987 i cittadini hanno detto no alle produzione da nucleare, si è posta l’obiettivo di costruire otto centrali e arrivare a coprire con esse il 25% del fabbisogno energetico del nostro paese.    Il testo presentato (disponibile all’indirizzo http://www.fonti-rinnovabili.it/index.php?c=docs&tp=DS) è contrario all’impostazione del Governo: la nascita delle centrali non colmerebbe il divario energetico che il nostro paese ha accumulato in questi anni circa la produzione di energia, e sarebbe sicuramente ostacolata anche dalle proteste dei cittadini.

    A fronte dunque di un inesistente vantaggio ci ritroveremmo solo con conseguenze negative.    Innanzitutto il pericolo costituito dalla presenza delle centrali, sia in caso di malfunzionamenti che di fughe radioattive.    La tecnologia che l’Italia adotterebbe sarebbe quella di terza generazione, ormai vecchia e troppo rischiosa.

    Le fonti di uranio, come quelle dei combustibili quali il petrolio, non sono eterne, ma, ai livelli attuali di sfruttamento, pare possano bastare solo per altri settanta anni.    In più i costi di produzione dell’energia nucleare sono ancora maggiori rispetto a quelli dai combustibili fossili (6,7 cent a fronte di 4,1 per la produzione di un kilowattora).    Le direttive europee impongono ai paesi membri il cosiddetto 20-20-20, cioè entro il 2020 si dovranno ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica, abbassare del 20% i consumi e aumentare del 20% l’energia prodotta da fonti alternative e rinnovabili.

    In conclusione, sia per il pericolo che tale scelta porterebbe, sia perché essa non risolverebbe il problema storico del nostro paese, quello di dover comprare all’estero l’energia di cui ha bisogno per le sue fabbriche e per i cittadini, Rotondo ha proposto di votare una delibera contro il nucleare in tutte le sue forme a Crescentino.

    Un atto simbolico più che concreto, nella speranza che i comuni vicini facciano altrettanto e si crei un forte movimento di pressione a livello regionale e nazionale.

    Gli interventi.    Sulla questione è intervenuto il consigliere di minoranza Gian Maria Mosca (Crescentino Ricomincia), molto attivo su questo fronte.    Si è dichiarato d’accordo con questa battaglia, ma ha chiesto un atto più tangibile.    « Dobbiamo confrontarci con la realtà.    Non basta qualcosa di così evanescente come una dichiarazione – ha sottolineato – noi viviamo in una zona pericolosa, la legge va verso la creazione di un sito unico per lo stoccaggio delle scorie, se toccasse a noi dovremmo prendere quelle di tutta Italia ».

     Ha quindi proposto due significative aggiunte, il divieto di creazione di siti di ricovero per i rifiuti nucleari sul territorio e quindi la massima determinazione affinché il sito unico di stoccaggio non venga costruito nemmeno nel territorio attiguo, comprendente Trino, Saluggia e Livorno Ferraris.

    Il gruppo di maggioranza si è dichiarato a favore di questo inserimento.    Il consigliere Salvatore Sellaro ha infatti risposto alle parole di Mosca dicendo che « il documento è aperto ad aggiunte e integrazioni ».

    Perplesso, invece, il capogruppo della Lista Piolatto, Riccardo Piolatto.    Il consigliere ha infatti chiesto un rinvio della questione: « non abbiamo avuto il tempo sufficiente per analizzare la questione.    Propongo perciò di concludere la riunione e di convocare i capigruppo per formare una commissione che lavori su questo tema, magari coinvolgendo anche Comuni limitrofi, come Fontanetto Po e Lamporo ».

    La richiesta nasconde forse un po’ di imbarazzo da parte dell’uomo di un partito che sostiene un Governo, quello del premier Berlusconi, fortemente a favore della reintroduzione del nucleare in Italia.    Dato che però il regolamento del Consiglio comunale prevede che qualunque rinvio di un punto all’ordine del giorno sia richiesto prima che inizi la discussione, la tardiva richiesta di Piolatto è stata respinta.    Si è votato in modo palese, per alzata di mano, sulle integrazioni richieste dal consigliere Mosca.

    A parte Piolatto e la sua collega di lista Magda Balboni Tasso che si sono astenuti, la mozione è passata all’unanimità.    Risentiremo sicuramente parlare della questione.    Intanto il consigliere Mosca propone sul sito della sua lista www.crescentinoricomincia.com, di prendere parte alla battaglia contro il nucleare; basta infatti scaricare e compilare un modulo per esprimersi contro la localizzazione del deposito di rifiuti nucleari nel basso Vercellese.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 29 del 1-lug-2009 )
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