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Marinella Venegoni seccata da chi le ricorda le chiamate intercontinentali di quand’era sindaca

« E basta con ‘sta storia delle telefonate in America... »

Crescentino. (s.a.)    Marinella Venegoni e le sue telefonate in America quando era sindaco stanno diventando un “tormentone” di questa campagna elettorale che si fa sempre più accesa, a suon di frecciate virtuali in rete.

foto: Marinella Venegoni, Gian Maria Mosca

    A tirare fuori il discorso è questa volta la diretta interessata che su “Amare Crescentino” riporta un episodio accaduto alcuni giorni fa quando una sua conoscente sarebbe stata testimone di un comizio di Gian Maria Mosca in cui lo stesso avvocato “andava dicendo ad ampia voce che, quando ho fatto il sindaco, il Comune mi pagava le telefonate per l’America, o dall’America che è uguale”.

    Marinella Venegoni non nega ma minimizza: « Negli Anni Novanta – scrive – i telefonini circolavano poco fra la gente, e per nulla in Comune, mica come ora che ce l’hanno tutti.    Io possedevo già allora l’arnese maledetto che a tutti rovina la vita, anzi ne avevo due, nessuno dei quali pagato dal Comune, naturalmente.    E in quanto all’America, poi, posso aver fatto due viaggi di quattro giorni per lavoro, laggiù, in 4 anni di sindaco.    Posso aver mandato in malora il Comune in 8 giorni in 4 anni?    E quanto avrei dovuto starci, al telefono?    Un po’ di senso pratico non guasterebbe.    Invece si titillano le parti basse degli interlocutori, per colpire la fantasia popolare ».

    Accusa però Mosca di averla scelta come bersaglio della sua campagna elettorale e di cercarsi il suo posto al sole fra le liste, « con questi mezzucci di bassa macelleria.    Mi fa un po’ tristezza ».

    E Gian Maria Mosca?    Nega di aver ripetuto le dicerie sulle telefonate intercontinentali ma “assolve” solo parzialmente Venegoni: « Credo alla buona fede dell’ex Sindaca – scrive su “Crescentino Ricomincia” –, non penso abbia ideato la critica per accusarmi di qualcosa rimanendo al sicuro nel suo blog (visto che al confronto pubblico non si sente di partecipare).    Il mio repertorio non è così modesto cara ex Sindaca, ho ben altro da dire: per fare un solo esempio, vogliamo parlare del consigliere (suo candidato laureato) che si apprestava alla votazione del piano regolatore senza aver letto un solo atto e chiedendo alla maggioranza cosa si andasse a votare?    Le suggerirei di scrivere nome e cognome dell’inventrice o anche solo di presentarmela.    Ma sarebbe preso come un invito al confronto, cosa della quale dalle sue parti si ha una gran fifa.    Stia tranquilla non mi importa nulla di quanto ha fatto spendere al Comune in telefonate, è il resto che mi preoccupa ».

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 5 del 15-mag-2009 )
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