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Nella coppia che scrive racconti c’è il saluggese Tamburelli

di Gabriele Martelozzo
la copertina del libro "Dedizioni"

Lo stile è quello onirico, visionario e immaginifico che già aveva caratterizzato i contenuti di Fabulario e Le stagioni.

    Giovanni Tamburelli, questa volta in coppia con Alessandra Ruffino, conferma la sua tipicità narrativa in Dedizioni, elegante volumetto edito da L’Obliquo in tiratura limitata.

    Gli autori propongono trenta micro-racconti, suddivisi in tre capitoli evocativi della Divina Commedia dantesca (Beatorum sedes, Purgatorii sedes e Sceleratorum sedes).    Fin da subito la lettura offre dei contenuti inaspettati, adatti ad un pubblico maturo privo di false pruderie e che sappia andare oltre alla superficialità delle cose.

    Apprezzabile l’attenta ricerca degli equilibri delle singole parole (unite spesso in un’eufonica cadenza poetica: « Sogguardava l’esterno di sotto ad un cappello » e « Il furbesco gattone meditava pensoso come una grossa Luna che travàsi le notti una ad una ») che creano un’armoniosa sonorità d’insieme sebbene, a volte, si intersechino a passi che si distaccano dalla modulazione d’insieme:
     « Non ricordo come fu, ma la vettura si mise in marcia e dopo un salto vertiginoso precipitammo nel Lago ».

    Al di là delle tematiche, è la scelta degli autori di concludere il flusso narrativo dei brevi racconti forse troppo nettamente a lasciare nel lettore la sensazione che potevano essere ulteriormente sviluppati (« Assente, me ne rimasi così impietrito e freddo come l’impronta fossile d’un trilobite » e « Pietro restò rigido e fremente. I punti di sutura si erano staccati »).

    Giovanni Tamburelli (1952) vive e lavora a Saluggia.    Il suo esordio poetico risale al 1981 con la pubblicazione della raccolta « Le stagioni » a cui sono seguite La creazione, Codice amaro, Gattomanzia e Il destino.    Oltre alla scrittura si occupa di pittura e scultura esponendo in varie sedi italiane e internazionali.

    Alessandra Ruffino è dottore di ricerca all’Università di Torino e membro del Centro Studi Archivio Barocco dell’Università di Parma.    Ha pubblicato studi su Andreini, Lubrano, Faldella e Patrizia Valduga, ha collaborato con alcuni musei piemontesi, tra cui la Fondazione Accorsi di Torino e il Museo Borgogna di Vercelli, e diretto due edizioni della manifestazione “Fontanellato specchio d’arte”.

Giovanni Tamburelli e Alessandra Ruffino
Dedizioni
Editore: L’Obliquo
Prezzo di copertina: 11 euro
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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 42 del 15-mag-2009 )
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