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 Lettere e commenti   Confronto tra due alternative

Energia da uranio o da fonti rinnovabili?

Val la pena fare un serio confronto economico, funzionale e sociale tra le due alternative. Intanto mi rode il sospetto che l’opzione nucleare sia funzionale solo alle potenti lobby economico-affaristiche finora legate al petrolio, al fine di mantenere il monopolio energetico.    Con il monopolio energetico e il benestare delle istituzioni, anche il controllo su ogni aspetto dell’economia nazionale.

    Questi “iperliberisti” per propria convenienza, pescano a piene mani dalle sovvenzioni statali pagate da tutti noi.    Un classico esempio: i Cip6, cioè consistenti maggiorazioni sulla bolletta elettrica per favorire le energie rinnovabili.    Tali ingenti somme sono in realtà elargite ai petrolieri, o ai costruttori degli inquinanti inceneritori di rifiuti: di conseguenza, quasi nulla è devoluto alle vere fonti energetiche rinnovabili.    In sostanza: loro incassano i profitti e le incentivazioni, la comunità (cioè noi) si accolla le perdite e tutti i possibili danni umani e materiali. Inoltre, la loro posizione dominante ostacola lo sviluppo di ogni altra ecologica fonte energetica e di un più razionale utilizzo dei rifiuti, a cominciare dalla loro riduzione alla fonte.

    I monopoli economici e produttivi, sulla carta sempre combattuti dai governi, in primis quello degli Stati Uniti, in realtà sono da tutti tollerati o addirittura favoriti.    Purtroppo, lo strapotere delle grandi concentrazioni monopolistiche è la principale causa dell’attuale pesante crisi economica e sociale mondiale.    Ogni attività ha una propria dimensione ottimale di massima efficienza, superata la quale la gestione diventa anti-economica a causa di una complessa malattia denominata: elefantiasi aziendale.    Pertanto, le faraoniche società possono sopravvivere solo in condizioni di assoluto monopolio o con forti aiuti statali; in entrambi i casi è sempre il consumatore contribuente a rimetterci.

    Le dimensioni ottimali di una banca e di un’industria automobilistica sono diverse dalla bottega di un idraulico, dall’azienda di un ortolano o di un vignaiolo, e quindi diverso è il loro livello.    Assodato ciò, non vi e dubbio che l’elefantiasi generalizzata abbia divorato le finanze mondiali.    Pertanto è stata la spasmodica rincorsa al gigantismo monopolistico che ha fagocitato e soffocato l’imprenditorialità diffusa, l’unica vera spina dorsale economica e produttiva in grado di adeguarsi tempestivamente alle mutevoli condizioni sociali e di mercato.    Con una forte economia diffusa vi sono anche le basi per introdurre immediatamente a costi inferiori e con alto indice occupazionale lo sfruttamento di ogni forma d’energia rinnovabile anche in ambito locale.

    Energia a km zero: l’esatto opposto di quanto offre l’attuale obsoleta tecnologia nucleare, troppo costosa e insicura.    Le non riciclabili centrali atomiche entrerebbero in funzione solo tra 15-20 anni e in 40-50 anni di vita prevista, produrranno molte scorie radioattive per la somma gioia di tutte le future generazioni.

Carlo Bosco
sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 30 del 15-mag-2009 )
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