Lauriano. Una ventina di lavoratori
è tornata al lavoro nello
stabilimento di Lauriano Po della
Luxottica. Si tratta di precari
a cui nel 2008 non era stato rinnovato
il contratto di lavoro nella
multinazionale dell’ottica.
Si
tratta di un inversione di tendenza
che lascia ben sperare per il
futuro dal momento che Luxottica
è riuscita a conquistare nuove
quote di mercato in un momento
particolarmente delicato a livello
mondiale invertendo una preoccupante
tendenza. Infatti a inizio
gennaio i 600 dipendenti dello
stabilimento laurianese erano
scesi a 550 a causa del mancato
rinnovo di 50 contratti a tempo
determinato.
Il cambio di rotta è
stato reso possibile da due fattori:
la ripresa dell’appetibilità dei due
marchi di occhiali, Persol e Ray-
Ban, prodotti nello stabilimento
e l’accordo di flessibilità raggiunto
con tutti i rappresentanti sindacali
che permette di utilizzare
il sabato come giorno lavorativo.
« Si tratta indubbiamente di un
segnale positivo e che rappresenta
uno spiraglio di ripresa in uno
dei pochi settori capace di fondere
lusso con largo consumo »,
commentano i rappresentanti
sindacali Giuseppe Graziano,
Assunta De Caro e Gian Piero
Drappero.
Intanto il Consiglio di Amministrazione
del gruppo ha approvato
i dati del primo trimestre di
attività che presenta un’utile netto
a 80,4 milioni di euro, a fronte
di un calo del fatturato passato
da 1.398,7 milioni di euro a1.312,3 milioni (-6,2% a cambi
correnti, -11,6% a cambi costanti).
« A tutt’oggi è possibile fare
una netta distinzione fra gennaio
e febbraio, da un lato, e marzo e
aprile, dall’altro - ha commentato
Andrea Guerra, Chief Executive
Officer di Luxottica Group
-. Negli ultimi due mesi, infatti,
Luxottica ha registrato una stabilizzazione
dei risultati in Nord
America e un miglioramento in
quasi tutti gli altri Paesi. Rispetto
all’anno scorso, aprile si è concluso
con un fatturato più che positivo,
che porta il dato progressivo
del Gruppo ad aprile a solo -3%
rispetto al 2008 ».
Fra le cause di questo risultato il successo delle collezioni vista di Ray-Ban hanno consentito al Gruppo solo parzialmente di compensare gli effetti della difficile congiuntura internazionale.
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