Livorno Ferraris.
(c.car.) Venerdì
8 maggio a Palazzo Ferraris
il gruppo di lavoro Strada
Liburnasca in collaborazione
con il Comune di Livorno Ferraris
ha presentato la conferenza
dello studioso di storia medioevale
Giorgio Massola su “La
strada nell’immaginario del
pellegrino medioevale. Realtà
locali e rete viaria europea”.
La referente Elena Furini ha riassunto
i capisaldi del Piano per
la tutela e la valorizzazione del
territorio creato dalle associazioni
livornesi in sinergia con
il Comune, rappresentato dagli assessori Stefano Corgnati ed
Enrico Anzola.
La valorizzazione delle radici
locali passa attraverso quattro
assi portanti: il Museo del
territorio della Colombara, il
Museo Ferraris, le immagini fotografiche di Livorno com’era e
la Strada Liburnasca, ossia la
via Francigena in terra livornese. In questo filone si inserisce la
conferenza di Giorgio Massola,
del Centro Studi Romei di
Firenze. Lo studioso casalese ha centrato
il proprio intervento sull’immaginario
del pellegrino medioevale,
così come appare
dalle cronache coeve e dalle
testimonianze artistiche.
Nel Medioevo prevalgono i fattori
psicologici e di rappresentazione
mentale della strada,
giacché il manufatto vero e proprio
è lasciato all’abbandono
per mancata manutenzione. Nell’età di mezzo si parla più
propriamente di aree di strada,
giacché molte strade equivalenti
vengono aperte come sentieri
dagli stessi pellegrini, che
seguono la via meno impervia
o più sicura da insidie. Dall’analisi delle fonti contemporanee
appare diffidenza e
apprensione nei confronti dei
pericoli insiti nel percorso: storie
e immagini di pregiudizi,
aggressioni, vessazioni delle
autorità, incidenti. Tutto ciò genera
angoscia, contribuendo a
caratterizzare questo viaggio
come una prova da superare,
prima della quale si fa testamento.
Dal Trecento il pellegrinaggio
medioevale ed alcuni aspetti
delle forme di devozione popolare
vengono criticati aspramente
dall’Umanesimo e poi
dal Protestantesimo. Già Boccaccio
e Rabelais e in seguito
Erasmo e Lutero sottolineano
gli aspetti deteriori di strumentalizzazione
delle pratiche religiose.
La nuova pragmatica mentalità borghese, e più tardi la Controriforma e gli stati nazionali favoriscono così il nascere di “surrogati” del pellegrinaggio medioevale, la via crucis, i sacri monti, mini percorsi che portano in tempo e spazio concentrati il senso del viaggio verso il sacro.
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