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Indagine di Regione e Unioncamere nell’ambito delle attività dell’Osservatorio sul commercio

Come cambia la spesa delle famiglie

La quota più cospicua riguarda sempre l’abitazione.  Aumentano i costi dei pasti fuori casa

di Sara Bacenetti

Torino.    La famiglia piemontese spende in media per beni e servizi 2.644,64 euro al mese.    Per l’ottavo anno consecutivo, Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte, nell’ambito delle attività promosse dall’Osservatorio regionale sul commercio, hanno realizzato l’Indagine sulla spesa delle famiglie piemontesi, presentata martedì 12 maggio, presso il Centro Congressi Torino Incontra.

    Sono state condotte, in quattro distinti periodi dell’anno, alcune rilevazioni su un campione complessivo di 809 nuclei familiari residenti nei capoluoghi di provincia piemontesi; l’obiettivo del rapporto è analizzare la struttura qualitativa e quantitativa dei consumi, monitorando nel tempo il livello e le abitudini di acquisto delle famiglie piemontesi, per cogliere i principali cambiamenti manifestati in risposta alle mutevoli caratteristiche del contesto economico.

foto: una donna che spinge il carrello della spesa

     « Conoscere i comportamenti d’acquisto delle famiglie piemontesi – ha dichiarato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte – ed esplorarne gusti e preferenze fornisce indicazioni imprescindibili per realizzare efficaci politiche di sviluppo concertato e validi programmi d’intervento, tesi al miglioramento della qualità della vita di cittadini e imprese.    In un momento in cui si guarda con particolare preoccupazione allo stato dell’economia nazionale e regionale, i risultati di questa indagine mostrano come il 2008 si sia connotato come un anno positivo per i consumi delle famiglie piemontesi.    È vero che gli effetti della crisi hanno iniziato a ripercuotersi sull’economia nazionale e regionale solo nell’ultimo trimestre dell’anno e, quindi, i consumi a cui si fa riferimento in questo studio hanno risentito solo in parte del clima di sfiducia che ha investito le famiglie.    È altrettanto vero, però, che i risultati piuttosto positivi emersi dall’indagine permettono di guardare con ottimismo al futuro, auspicando una buona tenuta dei consumi delle famiglie piemontesi anche nei mesi a venire ».

    « Il rapporto si presta a più di una lettura – ha commentato Luigi Ricca, assessore al Commercio della Regione –: in parte certamente positiva, perché la spesa delle famiglie non diminuisce, segnale che la crisi ha toccato gli ultimi mesi dell’anno, quindi non ha avuto effetti importanti nel 2008.    I suoi effetti probabilmente avranno maggiore incidenza nell’indagine che riguarderà il 2009.    Alcuni dati fanno maggiormente riflettere: l’indagine ci dice che i consumi alimentari sono diminuiti, fenomeno confermato in altre rilevazioni, che denota qualche difficoltà sulla situazione delle famiglie e che, oltre alla riduzione del budget di spesa, potrebbe aver indotto ad un consumo più consapevole.    Da segnalare in modo positivo è il dato sulla spesa per le comunicazioni, che cala del 4,5%: più che parlare di contrazioni dei consumi, si evidenzia come la concorrenza tra i gestori abbia prodotto effetti positivi sulle tariffe diminuendo i costi ».

    I principali risultati delle analisi Nel 2008, le spese delle famiglie piemontesi per consumi complessivi sono aumentate, in media, del 5,67% a valori correnti rispetto al 2007, raggiungendo i 2.644,64 euro, al netto delle spese per l’acquisto e manutenzione di autoveicoli.    Non deve stupire il fatto che nel 2008, anno interessato da una grave crisi economica a livello mondiale e nazionale, i consumi delle famiglie abbiano ripreso un trend positivo: gli effetti negativi della congiuntura economica internazionale si sono infatti avvertiti nel nostro Paese solo negli ultimi mesi dell’anno; gli effetti dei recenti avvenimenti economici sul livello dei consumi si potranno valutare in modo più completo con i dati del 2009.

    La dinamica di crescita registrata si contrappone a quella del 2007, quando le spese per molte categorie di prodotto avevano subìto forti flessioni, causando una generale battuta d’arresto dei consumi totali. Nel 2008 torna ad aumentare la spesa per tutte le classi di prodotto (con la sola eccezione dei tabacchi): le voci interessate da una diminuzione nel 2007 recuperano i livelli del 2006, superandoli in alcuni casi, mentre quelle già caratterizzate da un incremento nel periodo precedente mantengono lo stesso trend di crescita.

    La composizione del paniere familiare rimane invariata rispetto al 2007; solo le spese per l’abitazione mostrano un’incidenza sul totale inferiore rispetto all’anno precedente (-1% circa). Nel 2008, la spesa delle famiglie piemontesi per alimentari e bevande è aumentata del 3,82%, pari a +11,41 euro, raggiungendo i 309,87 euro medi mensili rispetto ai 298,46 dell’anno precedente.

    All’interno del paniere alimentare, l’andamento delle varie voci è stato differenziato: si è speso di più rispetto al 2007 per pane, carne, dolci e drogheria, legumi e ortaggi, e soprattutto per pesce, latte, formaggi e uova, categorie che avevano subìto particolari flessioni nel biennio precedente; si è invece ridotta la spesa media mensile per frutta, bevande, oli e grassi.    Le categorie per le quali si spende di più sono carne e salumi, pane, pasta e cereali e i dolci. Nel 2008 aumenta anche la spesa media per i pasti fuori casa, a cui la famiglia piemontese dedica in media 64 euro mensili, in crescita rispetto ai 61 euro del 2007.

    La quota più cospicua del budget familiare è riservata, anche nel 2008, alle spese per l’abitazione, che si incrementano di oltre 2 punti percentuali.    Le spese per l’acquisto di arredi, apparecchiature e servizi per la casa raggiungono mediamente i 233,73 euro mensili; il peso sui consumi complessivi è pari a 8,8%, in aumento rispetto all’anno precedente.    In questo caso, si concedono spese maggiori le famiglie di Vercelli (303.70 euro) e di Cuneo (279,47 euro), Il 2008 è stato un anno positivo anche per l’ecommerce.    Il 22,5% delle famiglie intervistate ha dichiarato di utilizzare la rete per i propri acquisti, dato in crescita rispetto agli anni precedenti.

    L’analisi territoriale evidenzia una maggiore diffusione del commercio on line a Verbania, dove il 28,9% delle famiglie ha effettuato, nel 2008, transazioni sul web finalizzate all’acquisto di beni e servizi.    Al secondo posto si colloca Novara con il 27,8% delle famiglie, seguita da Alessandria e Vercelli, entrambe con una quota del 25,6%.

    È il turismo il comparto in cui l’e-commerce conosce il maggior sviluppo: più di una famiglia su tre di quelle che effettuano acquisti on line utilizza, infatti, il web per comprare biglietti aerei e pacchetti vacanze. Tra gli altri beni acquistati, i più richiesti sono i libri (scelti dal 22% dei compratori via Internet) e i CD e DVD, scelti da una famiglia su cinque.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 32 del 15-mag-2009 )
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