Vercelli. « C’è già nervosismo sulla piazza del
mercato del riso vercellese dettato dal
fatto che, da un lato, l’industria compra
al rallentatore, solo quando ha i silos
vuoti, e, dall’altro, il risicoltore si aspetta
ancora certe quotazioni e vede invece i
prezzi stagnare, con le giacenze in magazzino.
Complessivamente, secondo i
dati dell’Ente risi, sono state vendute
898 mila tonnellate di riso, il 66% della
quantità disponibile, mentre alla stessa data dell’anno
scorso erano state vendute 1,2 milioni di tonnellate, l’80%
della quantità disponibile prevista.
Le rimanenze più elevate
sembrano interessare le varietà Lungo A (tra le quali, le
nostre pregiate varietà da risotti) e Lungo B, le “indica”, che
sembrano più sensibili alla concorrenza internazionale. Di
fronte a tale quadro si guarda con timore alla crescita delle
superfici seminate; si prevede un anno record e il possibile
surplus produttivo potrebbe portare problemi di mercato
nella prossima campagna di commercializzazione. Sarà
comunque l’andamento meteorologico e quello dei mercati
internazionali a determinarne l’evoluzione. Nulla di
nuovo sotto il sole, verrebbe da dire.
L’isola (felice?) della
risicoltura sembra immune a ogni tentativo di controllo e
programmazione delle produzioni, nonostante gli sforzi
delle organizzazioni.
D’altra parte ci si consola pensando al mais, dove il problema del mercato è ben più grave… ».
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