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[ mascotte: un simpatico torello scatenato ]

 Granata comunque e dovunque 

Quando si guarda la partita sui siti pirata l’immagine si blocca al momento del tiro...

di Enrico “Sciamano” Vallino

Saluggia.    In una tiepida e tersa giornata primaverile arriva, all’Olimpico di Torino, il Siena.    La partita sulla carta è segnata e potrebbe consentirci di incrementare il vantaggio sulla seconda in classifica. I nerazzurri sono infatti impegnati a Napoli in una trasferta tradizionalmente ostica.

foto: dribbling

    La Maratona saluta l’ingresso dei giocatori in campo con il solito entusiasmo.    Tra i più acclamati Lionel Messi e Didier Drogba che nell’ ultima trasferta hanno realizzato due doppiette.    Non essendo una partita di cartello l’atmosfera è serena, anche perché mister Benitez non permetterà certo cali di concentrazione in questa fase decisiva della stagione.    Papo e Vincent da quando siamo tornati ad alti livelli non saltano più una partita e discutono spesso se sia meglio giocare con tre o quattro attaccanti.

    Per il resto siamo sempre i soliti, certo sono lontani i tempi della B.    All’ingresso in campo la solita festa.    Per fortuna nel primo tempo attaccheremo sotto la Maratona, nelle precedenti quindici gare il risultato era già deciso al termine della prima frazione: almeno vedremo da vicino i gol dei nostri ragazzi.

     Partiamo subito fortissimo.    Tre corner nei primi cinque minuti, il Siena fatica ad uscire dalla sua metà campo.    La Maratona spinge verso di sè i giocatori che furenti assaltano il fortino bianconero.    La palla viene riconquistata indifferentemente da De Rossi o da Fabregas per poi passare nei piedi di Messi che innesca Drogba piuttosto che Fernando Torres, approdato quest’ anno in granata, da sempre la sua squadra prediletta in Europa e forse nel globo terracqueo.

    Non faccio in tempo a commentare una rovesciata dello spagnolo che a sinistra affonda deciso la sua poderosa falcata il dinoccolato Ogbonna: scambio stretto con Messi che lo libera sul fondo. Cross perfetto, torre di Drogba, Torres dal limite: goool!... La Maratona esplode.

    Dopo la prima rete è sempre una bolgia, poi dal terzo gol in avanti saranno solamente pacche sulle spalle e sorrisi.    L’altoparlante urla, per il Torino… Fernando... e lo stadio risponde: svegliatiii!    Sono rimasto addormentato e quindi mi sveglio che i nostri sono già quasi a fine primo tempo.

    Oggi, evidentemente, niente stadio.    Con trepidazione accenderò il televisore, scorgendo dalle dita che mi coprono gli occhi il nostro vantaggio.

    Su Torino piove a catinelle.    Purtroppo anche le nostre dirette concorrenti per la salvezza stanno vincendo.    Cerco di assistere alla partita da qualche sito pirata, ma le immagini sono lente ed intermittenti: un’inutile tortura soprattutto quando difendiamo.    La palla arriva in area, l’immagine si blocca e non resta che sperare che non sia accaduto nulla.

    Alla fine comunque portiamo a casa la vittoria, accorciando sul Chievo ma portandoci dietro tutto il treno delle “pretendenti” alla serie inferiore.    In seguito mi racconteranno di una delle migliori prove della stagione.    Bianchi che bissa la prodezza di tacco alla Sampdoria e colpisce una gran traversa da 40 metri.    Stellone che si comporta quasi come un vero attaccante, assist ma niente gol, non si sa mai che piova per sempre.

    Mi dicono anche di un Rosina che nel riscaldamento riesce a scagliare la palla dodici volte fuori dallo specchio della porta, vuota.

    Alle ironiche rimostranze della curva reagisce stizzito, beccato poi dai fischi per tutta la gara. Che dire, non pretendo che i sogni si avverino ma che almeno una via di mezzo tra il talentuoso Messi e l’indisponente Rosina esista.

    Per il momento comunque non resta che sperare.    E per esserci... puntare la sveglia.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 37 del 1-mag-2009 )
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