Vercelli. « Siamo preoccupati: è stata fatta
una programmazione su produzione
e consumi? Non vorremmo trovarci
come negli altri settori, in sofferenza,
nel caso in cui l’aumento produttivo
e le qualità del riso per cui si sta optando
non vengano poi assorbiti dal
mercato. Rischieremmo di trovarci con
i prezzi dimezzati.
L’economia, non
solo agricola, della nostra provincia
punta molto sul riso, produzione cardine di eccellenza;
se andasse male sarebbe crisi. C’è anche il rischio di
concorrenza dall’estero; possiamo farcela solo puntando
sulla qualità e cercando di sensibilizzare il consumatore
sui costi invisibili dei prodotti dall’estero: inquinamento
per il trasporto, manodopera sottopagata, qualità…
Con
i prezzi da dumping, da vendita sottocosto e concorrenza
sleale che schiacciano i nostri produttori, ci vuole
un’alleanza forte tra loro e i consumatori. Un’etichettatura
obbligatoria, non volontaria come ora, che indichi la provenienza
del prodotto, aiuterebbe i consumatori a capire
i reali costi di produzione, mostrando cosa c’è dietro al
prezzo.
Il cittadino vedrebbe che non lo si vuole raggirare facendolo pagare di più, ma sono piuttosto certi prezzi di alcuni prodotti a essere troppo bassi, grazie alla speculazione e a costi sociali indiretti, che non si vedono, ma che il cittadino si ritroverà comunque a dover pagare ».
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