Crescentino.
(s.a.) Leo
Alati, esponente socialista,
sostiene di non avere
ancora preso una decisione
e che l’indicazione
definitiva ci sarà solo alla
fine di questa settimana
ma diversi sono i motivi
che lo porterebbero a
sostenere Roberto Minoli,
candidato sindaco di
una lista che ingloba l’ex
maggioranza.
Innanzitutto l’indicazione
dei vertici provinciali
dello SDI, nella persona
di Emanuele Caradonna,
che avrebbe suggerito ad
Alati di correre per la lista
di centrodestra. « In
un momento di crisi come
questo – dichiara l’ex capogruppo
di minoranza
– credono che sia meglio
appoggiare un imprenditore in grado di portare
lavoro in città. Personalmente
io me ne starei anche
volentieri a casa ».
Al momento Alati starebbe
organizzando incontri
con alcuni suoi
sostenitori per capire
come la decisione di correre
con Minoli, Greppi e
Speranza potrebbe venire
accolta. « In ogni caso non
si tratterebbe di cambiare
sponda – mette le mani
avanti –. Io ho sempre
sostenuto che un conto
sono le elezioni politiche
e un conto le amministrative… ».
Poi c’è il fatto che la
candidata di “Amare
Crescentino” non rientra
nel novero dei suoi
migliori amici. « Sinceramente
non ho ancora avuto modo di conoscere
Minoli – spiega Alati –,
ma in compenso conosco
Venegoni. Quando è
stata sindaco, nonostante
io abbia contribuito
alla sua elezione non ci
ho pensato due volte ad
andare all’opposizione ».
Da quando Venegoni ha
ufficializzato la sua disponibilità
a candidarsi, i due
non si sono incontrati: un
appuntamento era stato
fissato, poi per altri impegni
era saltato e il successivo
scambio di e-mail ha
messo una pietra tombale
sulla possibilità di un accordo. « Formalmente non
posso affermare di avere
rifiutato – spiega Alati –:
non mi è mai stato proposto
nulla. Qualcuno mi
ha anche detto che avrebbe
potuto intercedere per
farmi avere un posto in lista
ma non è che ne abbia
bisogno ».
Replica Venegoni: « Ho
saputo che per venire
in lista avrebbe voluto
il vicesindaco e l’assessore
alla cultura. Gli ho
mandato un’e-mail con
il programma e in cui gli
dicevo che per il momento
di cariche non si parla. Questo è un progetto di
democratizzazione della
città. Alati mi ha risposto
che non compra nulla a
scatola chiusa… ».
Dal canto suo, lo stesso
Minoli non vedrebbe di
cattivo occhio la presenza
del medico. Nei mesi scorsi
Greppi aveva dichiarato
che non avrebbe voluto in
lista qualcuno dei consiglieri
che aveva portato al
commissariamento; « Non
è stato Alati a far cadere
il sindaco – spiega il candidato
–, la minoranza da
sola non avrebbe avuto i
numeri per farlo. I colpevoli
sono gli ex della maggioranza ».
E intanto anche un’altra esponente dei Socialisti ha deciso di non correre con il centrosinistra: Monica Malafoglia sarà infatti in lista con Piolatto.
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