Saluggia.
(r.s.) I consiglieri
comunali di “Comunità
Saluggese” Paola
Olivero e Franco Pozzi,
spulciando fra delibere e
determine, hanno scoperto
che il Comune ha pagato
a una ditta la posa in opera
di 95 transenne (quelle
collocate, su iniziativa
dell'assessore Lucia Pizzo,
in via Don Cerruti e via
San Giovanni) quando
invece le transenne realmente
installate sono solo
83: il Comune, liquidando
la fattura della ditta, ha
quindi speso 576 euro (480
più iva, 40 euro per la posa
di ogni transenna) in più
del dovuto.
Dal momento
che Lucia Pizzo, oltre che
assessore, è anche responsabile
del servizio (subentrata
a un dipendente comunale),
i due consiglieri
le hanno chiesto di dare le
dimissioni.
Spiega Franco Pozzi,
capogruppo di
Comunità Saluggese:
« uno
dei compiti
principali delle
minoranze consigliari,
se non il più importante,
è quello di vigilare e
controllare su quello che
la maggioranza fa, sia dal
punto di vista politico che
da quello amministrativo. Quindi eseguendo un nostro
dovere, siamo andati
a controllare le fatture liquidate
nel secondo semestre
del 2008 dall’assessore
Pizzo, nella sua qualità di
responsabile del servizio
manutenzioni ordinarie
e aree verdi e abbiamo
riscontrato una serie di irregolarità
e incongruenze
nelle procedure di liquidazione ».
« Perché - prosegue Pozzi
- il controllo sull’operato
dell’assessore Pizzo e non
su quello di altri? Perché
la consigliera Pizzo riveste
dall’inizio del 2008, oltre
alla carica di assessore affidatagli nel 2007, anche
quella di responsabile di
un servizio. Tale servizio,
fino all’arrivo
di questa Giunta,
era a capo
di dipendenti
comunali, con
titolo di studio
pertinente l’incarico e in
possesso di esperienza
tecnica e amministrativa
di gran lunga superiore a
quella della consigliera. Poi perché, già dalle prime
determinazioni assunte
dalla signora Pizzo, emergeva
la scarsa attenzione al
rispetto di regole a cui ogni
pubblico amministratore
deve attenersi, e di questa
scarsa attenzione abbiamo
informato ripetutamente
per iscritto sindaco e Segretario
comunale, oltre
a proporre interrogazioni,
senza peraltro vedere
accolte le istanze, costringendoci
quindi a rivolgerci
alla Magistratura ordinaria
e contabile al fine di
ristabilire il rispetto delle
regole. Constatato che nulla
o quasi era cambiato nel
comportamento amministrativo,
abbiamo esteso i
controlli anche alle fatture
collegate agli atti assunti
dall’assessore in qualità di
responsabile di servizio ».
« La prima liquidazione
che abbiamo controllato -
ha detto Pozzi al Consiglio
- era ovviamente quella legata
a un ordine che abbiamo
da sempre contestato,
sotto il profilo amministrativo
e politico: quello delle
transenne. E abbiamo
notato che la liquidazione
della fattura, avvenuta il
10 ottobre 2008, era palesemente
irregolare. Il 2
aprile abbiamo inviato una
lettera riservata al sindaco
e al vicesindaco chiedendo
di fare alcune cose e di avere
riscontro in merito. Il 15
aprile abbiamo sollecitato,
non avendo ottenuto risposta,
e alla data del 23 aprile,
nulla abbiamo ricevuto. Avendo però verificato,
dalla visione del protocollo
degli atti, che qualcosa in
merito era successo senza
che ci fosse stato comunicato
nulla, abbiamo
ritenuto che il Consiglio
comunale dovesse essere
messo al corrente ».
« Le transenne fornite
dalla ditta sono state 95,
ma ne sono state
posate, sempre
ad opera della
ditta, solo 83. La
fattura liquidata
alla ditta ben 7
mesi fa, invece, pagava 95
pose in opera invece delle
83 reali, con un danno al
Comune di 576 euro, che
sarebbe rimasto tale senza
il nostro controllo. Nella
nostra lettera riservata al
sindaco e al vicesindaco
chiedevamo di scrivere
alla ditta per chiedere la
restituzione dei soldi; chissà
perché invece la ditta
è stata contattata in altro
modo, e al protocollo del
Comune lo stesso giorno in
cui abbiamo scritto la riservata,
cioè il 2 aprile, arriva
un fax, datato 31 marzo,
in cui la ditta comunica
che restituirà quanto indebitamente
incassato. Un
tentativo, neanche troppo
furbo, di correre ai ripari,
che ci ha indotti a non tenere
più riservata la cosa
ma di informarne il Consiglio
comunale. Il Consiglio
quindi sappia che
senza il nostro controllo il
Comune avrebbe ricevuto
un danno, e valuti se l’assessore
non debba trarre
le conseguenze delle sua
scarsa attenzione alle regole
e assumersi la responsabilità
oggettiva di quanto
successo ».
« Ma non c’è solo questo
caso; molte delle liquidazioni
non sono congruenti
e in qualche caso irregolari;
su alcune non vi è il
visto del responsabile del
procedimento, su altre
mancano dati
che consentano
di essere tranquilli
su quello
che si paga ».
« I politici - ha concluso Pozzi - quando assumono funzioni per le quali non hanno competenza né preparazione specifica, portano più danni che benefici alla pubblica Amministrazione. Invitiamo il sindaco a ritirare il decreto di nomina della signora Pizzo a responsabile di servizio, e chiediamo alla Pizzo di trarre le conseguenze di ciò che è accaduto rassegnando le dimissioni da assessore ».
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