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Greppi, Venegoni e gli arresti in città

« Chi non è in un certo “giro” a Crescentino non lavora... »

foto: Fabrizio Greppi

Crescentino. (s.a.)    Proprio poche ore prima della notizia dell’arresto di due crescentinesi con l’accusa di associazione mafiosa, sulle pagine dei siti e dei blog venivano postati interventi di due ex sindaci.

    A mettere mano alla tastiera ha cominciato Fabrizio Greppi che, in una lettera inviata a “Crescentino news”, poi ripresa da “Amare Crescentino” ha difeso l’operato suo e della sua Giunta.

    « Apprendo – scrive – dal blog del candidato sindaco del Partito Democratico di Crescentino che (recita il programma) saranno “denunciati eventuali tentativi di pressione di stampo mafioso nell’ambito dell’edilizia e dell’urbanistica”.    La trovo un’offesa a tutti coloro che negli anni, anche in quelli che precedono il mio periodo di sindaco hanno costruito a Crescentino, progettato, venduto e dato lavoro oltre ad aver pagato oneri di urbanizzazione che ci hanno permesso (come amministrazione) di realizzare tante cose e fare manutenzione.    È un’offesa a tutta Crescentino.    La mafia a Crescentino non c’è.    C’è il commissariamento solo perché quattro consiglieri di maggioranza hanno tradito la fiducia avuta dagli elettori.    Ma tant’è ».

    Pronta la replica di Marinella Venegoni, candidata della lista “Amare Crescentino”: « Il buon Fabrizio – scrive – si è adombrato per un punto fondamentale del nostro programma: quello della vigilanza per evitare e combattere, all’interno della gestione dell’Amministrazione, atteggiamenti che possano ledere la libertà dei cittadini e il loro diritto al lavoro e all’espressione del pensiero ».

    Ricorda che in città si parla di persone che hanno lamentato di esser state allontanate o discriminate nelle loro attività professionali, perché non appartenenti a un certo “giro” di potere.    Qualcuno avrebbe dovuto ricostruirsi occasioni di lavoro lontano da casa e « stando ad alcune testimonianze, aziende o individui che si avvalevano del contributo di certi professionisti sarebbero stati apertamente invitati a cambiare cavallo ».

    « Ora – aggiunge Venegoni –, questo non è un costume che appartenga a una società democratica: evoca piuttosto scenari sinistri del Sud del Paese.     Proprio per questo, è necessario ribadire la vocazione democratica di una comunità come la nostra.    Tutti, imprese e professionisti di questa fabbrica permanente del mattone che è sempre stata Crescentino, hanno diritto di lavorare, siano di Forza Italia o di Forza Minoli, di Rifondazione o della Lega o di chiunque altro.    È un’affermazione del tutto naturale, questa, ed è tristissimo che ci debba essere la necessità di metterci sopra un accento: ma va fatto, e con grande forza, in questo momento di dibattito generale ».

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 7 del 1-mag-2009 )
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