Crescentino.
(r.c.) L’ex sindaco
Fabrizio Greppi è tornato
ad occhieggiare dai muri della
città con un nuovo manifesto.
Oltre a dire che si candida in
appoggio al candidato sindaco
Roberto “Roby” Minoli, Greppi
dà questa notizia: “Lunedì 30
marzo 2009 termina l’era Teksid
ma inizia la sfida Lucefin. In
mia presenza è stato stipulato
l’atto di compravendita. Fatti,
non parole. Ora la bonifica
immediata, poi dovremo dare
nuovi contenuti all’area dell’ex
fonderia per ricreare posti di
lavoro! Sono orgoglioso di aver
posto le basi perché ciò possa
avvenire”.
« Sono contento di questo risultato
- spiega Greppi - così
eviteremo di tenerci una cattedrale
nel deserto. La Lucefin
ora bonificherà il terreno con
la rimozione delle polveri di
lavorazione, l’amianto e tutti i
residui di venticinque anni di
attività della fonderia; contemporaneamente
si avvieranno i
lavori per il potenziamento dello
scalo ferroviario, e spero che
a breve possano iniziare ad arrivare
i primi container ».
L’ex
sindaco si augura inoltre che
« i giovani che con la chiusura
della Teksid sono stati costretti
ad andare a lavorare a Torino,
Settimo, ecc. possano tornare a
Crescentino. Ora -conclude-
attendiamo che la Regione faccia
la sua parte inserendo questa
nuova e importante realtà
nel Piano della Logistica: spero
che la Giunta di centrosinistra
non agevoli altre aree, come ad
esempio quella alessandrina,
per puri interessi politici ».
A Greppi e al suo ottimistico
manifesto replica il candidato
sindaco di “Crescentino Ricomincia”,
Gian Maria Mosca:
« Nessuno può ragionevolmente
promettere alcunché nel breve
termine, specie rivolgendosi a
chi ora è in difficoltà per mancanza
di lavoro ». « Il rogito notarile
del 30 marzo -afferma
Mosca- rappresenta una tappa
importante ma embrionale,
per quanto necessaria. Fino a
luglio 2009, infatti, Teksid avrà
titolo per accedere all’area per
il completamento dello smantellamento
della parte produttiva ».
« Quanto alla struttura -aggiunge
Mosca-, la “bonifica”
si svolgerà, tra l’altro, con la
creazione di aree dedicate alla
produzione di energia pulita
(solare). Parallelamente si procederà
alla “parcellizzazione”
dell’area, che verrà posta in
vendita da Lucefin in misura
frazionata nella speranza di creare
un polo industriale. All’interno
di questo “polo futuribile”
il business di maggior rilievo
dovrebbe consistere nella creazione
del cosiddetto retro-porto
di Genova, ovvero un’ampia ed
importante area di stoccaggio e
smistamento di containers. Per
il completamento del progetto
occorreranno infrastrutture, tra
cui la creazione di un apposito
troncone ferroviario ».
E per concludere, in risposta a Greppi: quella del polo industriale « è una realtà da accogliere favorevolmente e con il massimo spirito collaborativo per l’Amministrazione che verrà (di qualsivoglia colore). Ma si deve anche dire che i tempi sono dilatati, quindi nessuno può ragionevolmente promettere alcunché nel breve termine, specie rivolgendosi a chi ora è in difficoltà per mancanza di lavoro. Inoltre l’attuale situazione non è merito di nessun candidato sindaco, dell’ex sindaco, e nessuno di noi candidati in questo momento può fare qualcosa per agevolare il corso degli eventi. Chi verrà dovrà spendersi per far sì, nei limiti delle proprie competenze, che le cose vadano per il verso giusto ».
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