Saluggia.
(r.s.) Le dimissioni
dell’assessore alla
cultura Lino Ceretto Castigliano
sono state presentate
subito dopo la metà di
marzo; ma, in assenza delle
consuete “imbeccate”
del sindaco ai giornalisti
di palazzo, per un’intera
settimana né il sito internet
del Comune né alcun
organo di informazione ne
ha dato notizia (il primo è
stato la Gazzetta, il 1° aprile,
ndr).
Dimissioni che però, una
volta venute alla luce, hanno
scatenato le reazioni di
due gruppi di minoranza
in Consiglio comunale. Secondo il Gruppo
Misto (Renato Bianco,
Gianni Caglioti e Ferdinando
Anselmino) « Il professor
Ceretto è stato uno
dei “pezzi grossi” messi in
campo da Marco Pasteris
per dimostrare la validità
e consistenza del suo progetto
politico; Ceretto non
si è dimesso per problemi
familiari o di salute: si è
dimesso e basta! La Giunta
Pasteris - aggiungono
- con meno di due anni
di vita ha già perso ben
tre assessori.
Metà della
Giunta se ne è andata: Si
tratta sicuramente di un
record. Certo, se continua
in questo modo, Marco
Pasteris avrà difficoltà ad
arrivare alla fine del suo
mandato ».
« Il professor Ceretto -proseguono i tre- nella sua
lettera di dimissioni non
ha indicato quali sono stati
i motivi per cui ha deciso
di abbandonare al suo
destino Marco Pasteris e
la Giunta. Ceretto è una
persona seria e determinata:
certo, non avrà gradito
i comportamenti di questa
Giunta che parla, parla,
parla, e quando proprio
si dà un gran da fare, assegna
incarichi professionali. Però, di opere non se
ne ha realizzata neanche
una. Sicuramente, Ceretto
non avrà gradito vedere
che dopo due anni passati
a fare un gran parlare, la
Casa Faldella è esattamente nelle stesse condizioni e
che non è stato fatto nulla,
ma proprio nulla, per
risolvere i gravi problemi
che impediscono l’agibilità
all’immobile; non avrà
gradito dover trovare giustifi
cazioni, sempre più
“ingiustificabili” per uno
stato di inerzia e di immobilismo
che testimoniano
un grande disinteresse ai
problemi reali e concreti.
Se le cose continuano ad
andare avanti in questo
modo... ne vedremo delle
belle! ».
Anche Comunità Saluggese
(Franco Pozzi e
Paola Olivero) commenta
le dimissioni dell’assessore,
e il ritardo con cui
il sindaco le ha rese note. « Il sindaco Pasteris, con un’intervista apparsa su
La Stampa sabato 4 aprile
prende atto, per la prima
volta e ben quindici giorni
dopo che la lettera di dimissioni
è stata consegnata
al protocollo del Comune,
che un altro dei suoi assessori,
il professor Lino
Ceretto Castigliano, si è
dimesso. Anche sul sito del
Comune - la “vetrina del
sindaco”, sempre aggiornato
sulle “epiche gesta”
- per settimane non ne è
stata data notizia ».
« È una ulteriore dimostrazione
- commenta
Pozzi - che questa Giunta
si sta sfaldando, e proprio
nei suoi componenti più
rappresentativi. Dopo
Caglioti e Anselmino, è
la volta del professore,
che per il suo curriculum
professionale era un fiore
all’occhiello,ora ahimè appassito,
del gruppo di Rinascita
Saluggese ».
« Ma come spesso gli
succede quando non ha
argomenti per controbattere
-prosegue il capogruppo- il Pasteris evita di
rispondere alle domande
e tira fuori che, appena
eletti, si erano trovati di
fronte al fatto che il pavimento
in legno della casa
Faldella, appena ristrutturata
da parte dell’Amministrazione
precedente
alla sua, aveva cominciato
a sollevarsi.
Per rimetterlo
a posto, continua sempre il
Pasteris, occorre attendere
gli esiti della vertenza legale
che la sua Giunta ha
pensato di intentare, contro
chi non si sa ».
« Il nuovo assessore dovrà
spiegare ai cittadini e alle
minoranze consigliari la
ragione per cui da ben due
anni la Biblioteca attende
una sistemazione (che in
una delle nostre case sarebbe
stata fatta nel giro
di un mese al massimo) e
dovrà anche giustificare
la ragione per cui, invece,
sono stati pagati fino ad
ora più di cinquemila euro
per parcelle ad avvocati e
tecnici. Il sindaco, inoltre,
si dimentica di dire che a
luglio 2007, cioè due mesi
dopo la sua elezione, il progettista
e la ditta costruttrice
si dichiararono disponibili
per iscritto a sistemare
il pavimento e che a questa
proposta né sindaco né
Giunta hanno mai dato seguito.
Se quindi dopo due anni non si è fatto ancora nulla, se la biblioteca è ancora sfollata in locali di fortuna, se non si sa quando finirà questa storia, la responsabilità è del sindaco e del suo vicesindaco ». « Secondo noi - conclude Pozzi - è proprio per questa ragione, per non poter dire la sua su argomenti di cui si occupava il suo assessorato, che il professor Castigliano si è dimesso da assessore ».
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