Torino. Mentre è in fase di conversione parlamentare il discusso Decreto legge n. 4 del 5 febbraio 2009 sulle "quote latte", il Consiglio di Stato con sentenza definitiva in appello ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Piemonte sulla riscossione dei prelievi supplementari, le cosiddette multe, nei confronti dei produttori fuori quota per l’annata lattiero-casearia 2004-2005.
La questione risale a inizio dell’anno scorso. Il Consiglio di Stato aveva accolto in prima istanza il ricorso presentato dalla Regione e aveva sospeso la sentenza del TAR Piemonte del 31 gennaio 2008, con cui il Tribunale Amministrativo Regionale aveva annullato i provvedimenti dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), con cui erano stati avviati i prelievi supplementari per la produzione di latte fuori quota per l’annata 2004-2005, autorizzando la Regione a emettere le relative cartelle esattoriali.
La sentenza è stata valutata allora come oggi dalla Regione come un atto a difesa della legalità, a difesa di chi, con sacrifici personali, aveva rispettato le regole. La motivazione della sentenza del TAR si basava principalmente sulla presunta incoerenza tra la normativa nazionale e la regolamentazione europea, incompatibilità invece non riconosciuta dal Consiglio di Stato.
È stata dunque confermata la correttezza del prelievo avviato da Agea e dei recuperi delle somme dovute svolta dalla Regione. La riscossione coinvolge circa 220 aziende agricole fuori quota, per un ammontare complessivo di somme dovute superiore ai 33 milioni di euro. Essa proseguirà con le modalità individuate dal decreto legge 4/2009, che ha introdotto sostanziali novità in merito alle modalità di versamento del prelievo attraverso la possibile rateizzazione.
Intanto l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco, pur soddisfatto dalla decisione del Consiglio di Stato, continua a esprimere forte preoccupazione sui contenuti del decreto in approvazione, accusato di non risolvere i nodi essenziali della rinuncia ai contenziosi per poter accedere ai benefici della rateizzazione e una diversa priorità nell’assegnazione delle nuove quote.
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