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Per evitare di discutere al Tribunale Amministrativo Regionale il ricorso promosso dal Comune

“Fondi Scanzano”, la Provincia cede e li dà anche a Cigliano

Stornati 310 mila euro precedentemente assegnati alla Fondazione “Terre d’Acqua”.   A Saluggia nemmeno un euro

Giovanni Corgnati

Vercelli. (r.s.)    Per evitare di soccombere dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale a fronte del ricorso del Comune di Cigliano, l’Amministrazione provinciale guidata da Renzo Masoero ha accettato di modificare la ripartizione delle “compensazioni nucleari”.    Nella seduta di lunedì 16 marzo, infatti, il Consiglio provinciale ha deliberato una variazione al capitolo di bilancio, togliendo alla Fondazione “Terre d’Acqua” 310 mila euro delle compensazioni già assegnate e assegnandole al Comune di Cigliano.

    L’Amministrazione comunale guidata da Giovanni Corgnati rinuncerà quindi a mandare avanti il ricorso al TAR.

    Nulla dei fondi assegnati dallo Stato alla Provincia andrà invece al Comune di Saluggia, il cui sindaco Marco Pasteris ha rinunciato a promuovere un’azione legale come quella di Cigliano.    Nella stessa seduta il Consiglio ha inoltre deliberato una variazione alla ripartizione dei fondi che arriveranno per il periodo dal 2007 in avanti: la percentuale per i Comuni delle Grange passa dal 27 al 30%, a scapito dell’1% tolto a Santhiatese e Baraggia e del 2% sottratto alla Valsesia.

Portinaro (Partito Democratico)

« Bisognava rivedere l’intero impianto della delibera »

Vercelli. (r.n.)    « Attorno alla possibile destinazione dei quasi dieci milioni di euro dei cosiddetti “fondi Scanzano” ricevuti dalla Provincia – commenta Alessandro Portinaro, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Provinciale – si aprì nei mesi scorsi un lungo e acceso dibattito, con proposte e suggerimenti giunti da più fronti: sindacati, imprese, Camera di Commercio, rappresentanti del mondo cattolico e, ovviamente, da parte del Partito Democratico e di tutti i consiglieri del centrosinistra in Provincia.    Pressoché tutte le proposte vennero ignorate dal centrodestra locale che decise di utilizzare malamente quei fondi, dalla distribuzione a pioggia ad alcuni Comuni “amici” sino allo scandalo della nascitura Fondazione Terre d’Acqua ».

    « Ora in Consiglio provinciale – prosegue Portinaro – è stato riparato almeno un torto: l’esclusione del Comune di Cigliano, la cui unica colpa è probabilmente di avere come sindaco un bravo amministratore del PD come Giovanni Corgnati.    Resta però tutto il resto: 1 milione di euro a Terre d’Acqua (cui bisogna aggiungere 690.000 euro dai fondi E.On), la totale assenza di logica nella suddivisione dei fondi, la scarsissima ricaduta che questi genereranno sul territorio ».

    « Riconoscere la corretta richiesta del Comune di Cigliano – conclude Portinaro – sarebbe dovuta essere l’occasione per rivedere l’impianto di quella nefasta delibera, si sarebbe dovuto riaprire la discussione, prendere atto della crisi che stiamo vivendo e decidere di convogliare quei fondi per interventi a sostegno dell’economia e in investimenti di natura ambientale.

Nulla di tutto questo: nemmeno la crisi economica e un bilancio provinciale che si preannuncia ben magro possono combattere la miopia e le scelte incomprensibili di Renzo Masoero, Roberto Rosso e alleati.    Con scarsa attenzione verso chi ha perso o sta perdendo il lavoro e delle imprese in difficoltà ».

Scusate il ritardo

di Umberto Lorini
   “Oggi inizia la nostra battaglia per chiedere al Governo di individuare il deposito nazionale per i rifiuti nucleari della passata stagione”: con un ritardo di soli cinque anni rispetto alla data di approvazione della legge 368/2003, finalmente “oggi” (il comunicato, di cui il sindaco Pasteris dà conto sul sito Internet del Comune, è del 19 marzo 2009) la Consulta ANCI dei Comuni sede di servitù nucleari si dà una mossa e predispone un ordine del giorno da far approvare ai Consigli comunali e da inviare al Governo.

    Sulla reale utilità di iniziative come questa abbiamo parecchi dubbi.    La “battaglia per chiedere al Governo di individuare il deposito nazionale per i rifiuti nucleari della passata stagione” è iniziata, perlomeno a Saluggia, parecchio tempo fa.    Ma non con gli inutili “ordini del giorno” che solo oggi, mentre il Governo Berlusconi decide di tornare al nucleare, il sindaco Pasteris e i suoi colleghi sventolano: è iniziata quando Sogin ha chiesto al Comune di approvare una Variante al Piano Regolatore che consentisse di costruire a Saluggia i nuovi “depositi provvisori” per i rifiuti radioattivi.

    L’Amministrazione Barbero, pronta ad accettare la richiesta di Sogin, al momento di decidere fu duramente contestata da ambientalisti e forze politiche di sinistra; solo una mobilitazione di massa evitò che, la sera del 24 gennaio 2006, il Consiglio adottasse la Variante, tanto che per concedere a Sogin il permesso di costruire il deposito D2 fu necessaria l'emanazione di un’ordinanza da parte del commissario Carlo Jean.

    E mentre altri, quand’era ora di muoversi, “iniziavano la battaglia” (meglio: la proseguivano, perché l’avevano iniziata parecchio tempo prima), dov’era Pasteris con la sua “Rinascita Saluggese”?    Stava zitto.
    Anzi: il giorno dopo la manifestazione andò a portare solidarietà al sindaco Barbero che non era riuscito ad adottare la Variante, e qualche settimana più tardi chiamò a tenere un comizio in paese un parlamentare di An che definì “delinquenti” i manifestanti che chiedevano l’applicazione della legge 368.

    Ora – marzo 2009 – Pasteris si sveglia e, mentre Sogin sul territorio del Comune da lui amministrato procede nella costruzione del “deposito temporaneo” D2 (un appalto da 12 milioni di euro), da sindaco chiede al Governo di “individuare il deposito nazionale”, come previsto dall’inattuata legge 368.    Fra circa cinque anni, considerando il tempo medio di reazione, forse anche Pasteris comprenderà che permettere a Sogin di costruire nel 2009 i nuovi “depositi temporanei” all’Eurex di Saluggia significa, di fatto, rinviare chissà a quando il trasferimento dei rifiuti radioattivi.
    Non disperiamo, ci vuole solo un po’ di pazienza: nel 2014, con un comunicato inviato a Elvio Chilelli e lanciato a tutta pagina da La Stampa di Vercelli, Pasteris ci dirà che aver lasciato costruire i “depositi temporanei” a Saluggia è stato un errore.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 29 del 1-apr-2009 )
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