Saluggia. All’ultima
riunione del “Tavolo di
trasparenza”, svoltasi presso
la sede dell’assessorato
regionale all’Ambiente il
30 gennaio scorso, si è appreso
che il deposito per le
scorie radioattive solide a
bassa intensità, il D2, è ormai
ai nastri di partenza. L’inizio dei lavori è previsto
per la fine di agosto di
quest’anno perché, come
ha ricordato Michele Gili,
responsabile Sogin per
gli impianti di Saluggia,
c’è l’autorizzazione ministeriale,
c’è un ordinanza
commissariale che vale
come permesso di costruire
ed è in dirittura finale
la gara – il bando è stato
pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea
il 15 ottobre 2008 –
per trovare l’azienda a cui
affidare l’appalto.
Cosa vuol dire che i lavori per il D2 inizieranno
ad agosto perchè c’è un’ordinanza
che permette di
derogare al Piano regolatore,
e che c’è un’autorizzazione
del ministero?
Per il primo aspetto, l’ordinanza,
quello che sappiamo
è che le “ordinanze
commissariali” dovrebbero
aver valore legislativo
all’interno di una dichiarazione
di emergenza, visto
che l’ordinanza del Presidente
del Consiglio che
nominò commissario il generale
Jean faceva esplicito
riferimento alla gestione
dell’emergenza terrorismo
decisa per decreto dallo
stesso Presidente del Consiglio.
Com’è possibile che
un’ordinanza emanata in
regime di emergenza per
costruire un edificio celermente,
in deroga a leggi e
strumenti urbanistici – per
ragioni di sicurezza appunto – sia ancora valida quando
l’emergenza è finita? In
tre anni di emergenza quel
deposito non è stato costruito,
nonostante il commissario
avesse i poteri per
farlo, e per costruirlo ora si
utilizza un’ordinanza “di
emergenza” quando il regime
d’emergenza è finito
da più di tre anni?
Il 23 gennaio del 2008
Roberto Mezzanotte, responsabile
dell’Apat (ora
ISPRA), dichiarò che sull’approvazione
del progetto
per il D2 si era ancora un
po’ indietro perché l’attività
era iniziata in regime di
commissariamento e si dovevano
quindi “riallineare”
le operazioni al regime
normale.
Cosa significa? Per quanto riguarda l’autorizzazione
ministeriale,
di cosa si sta parlando? Di
solito il ministro è autorizzato
a emettere decreti e ordinanze ministeriali
(come quello che indirizza
la Sogin per esempio). Atti
legislativi pubblici. In questo
caso di cosa si parla?
Forse dell’autorizzazione
per Sogin di poter fare la
gara europea per il D2? In
questo caso non avrebbe
niente a che fare con l’autorizzazione
a costruire.
Infine l’assurdità per
eccellenza: nel progetto
che è stato inviato al Ministero
dell’Ambiente per
la Valutazione di Impatto
Ambientale del Cemex
(impianto di cementazione
con annesso deposito D3),
il deposito D2 – la Gazzetta ne ha già riferito – è già
dato per esistente. Anzi:
non solo esiste già, ma deve
essere addirittura ristrutturato
perché – scrive il ministro
Prestigiacomo – abbia
le stesse caratteristiche del
D3.
A Saluggia c’è allora un edificio fantasma? Se il D2 esiste già perchè deve essere ancora costruito? E se non c’è (ma ne siamo sicuri?) perché, visto che deve avere le stesse caratteristiche del D3, non necessita, come quell’altro, di una Valutazione di Impatto Ambientale?
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