Vercelli. La drammaticità della crisi economica che sta investendo buon parte delle nazioni è sotto gli occhi di tutti. In Italia diminuiscono i consumi, aumentano i disoccupati.
Cede la produzione industriale e cresce per talune aziende il ricorso alla cassa integrazione. La preoccupazione per il futuro prossimo è al centro dell’attenzione.
La Regione Piemonte, alla pari di molte altre in Italia, ha ritenuto opportuno effettuare un monitoraggio permanente, costituendo un “tavolo di crisi”. L’ultimo incontro si è svolto mercoledì 18 marzo. In quella sede ho avuto l’opportunità di rappresentare la Confesercenti piemontese, trovandomi a fianco dei rappresentanti di importanti associazioni ed istituzioni. Partecipano a questa iniziativa tutti gli enti e le associazioni. C’è Confindustria e i sindacati, gli artigiani ed il sistema creditizio.
Il Piemonte che lavora
e che produce ricchezza c’è
tutto.
In questo contesto mi
sono sentito in dovere di
avanzare alcune proposte
e di fornire alcuni dati. La
riduzione dei consumi delle
famiglie sta penalizzando
alcuni tra i prodotti più importanti
della nostra regione.
Sugli scaffali sono fermi, purtroppo, quelli che fino a ieri erano il vanto di un territorio che ha scoperto di poter ridurre la presenza della grande industria, puntando, tra l’altro, sulla qualità dell’enogastronomia. Non si vendono quegli articoli che hanno comportato ingenti investimenti e moltissima attenzione. Se l’atteggiamento dei consumatori – per altro assolutamente comprensibile in questa fase – dovesse continuare, rischiamo di perdere una delle eccellenze del Piemonte.
Altro aspetto da non sottovalutare riguarda la natura e le prospettive che taluni provvedimenti possono innescare. Tutti gli economisti sono convinti che uno dei volani che le moderne società hanno per far ripartire la domanda interna sia l’edilizia. Partendo da questo principio il Governo ha ipotizzato un “piano casa”. Sull’importanza dell’edilizia non ho riserva alcuna.
Attenzione però, quando si vara un provvedimento così importante a non guardare solo all’oggi! Qualora l’impostazione del piano casa del Governo non tenesse in debita considerazione un’altrettanta condivisa opinione degli esperti, che indica nel turismo una delle principali fonti di ricchezza per il futuro, ci troveremmo ad applicare una medicina che potrebbe far guarire il malato oggi, impedendone qualsiasi forma di cura per il domani.
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