Alice Castello. Il 23 marzo è iniziata la cassa integrazione straordinaria, a rotazione, per i 29 dipendenti della “Occleppo”, azienda sita appena fuori dal centro abitato di Alice Castello che realizza macchine orizzontali per la produzione di circuiti stampati.
Mai prima d’ora in Occleppo si è presentata una crisi così rilevante da determinare il ricorso a questo tipo di ammortizzatore sociale. « Operiamo nel settore da 45 anni » spiega Patrizia Occleppo, figlia di Francesco Occleppo e di Maria Teresa Franceschina (mancata qualche anno fa), i due imprenditori che nel 1963, a Torino, fondarono l’attività. « Abbiamo un prodotto valido che esportiamo in tutto il mondo - prosegue - ma non abbiamo mai patito una crisi come questa, escludendo i momenti difficili vissuti attorno al 1991 a causa di un fallimento di un cliente ».
Nel 2004
l’azienda investe,
con risorse
proprie,
in tecnologie
molto avanzate
acquistando
un nuovo impianto:
un prodotto innovativo
per il settore che purtroppo,
non ha trovato subito
la giusta collocazione sul
mercato, segnando l’inizio
di un periodo non
più felice.
« Il 2005 è stato
un anno in cui le commesse
sono state ancora
soddisfacenti - ricorda la
figlia dell’imprenditore -
mentre dal 2006 abbiamo
registrato un calo. La
situazione ci ha portato
infine a dover richiedere
la cassa integrazione
straordinaria, decisione
presa per la prima volta
nella storia della Occleppo. Possiamo in questo
modo tutelare i dipendenti,
tra i quali ci sono
persone che lavorano qui
da più di 25 anni ».
Il provvedimento è stato
accordato nella prima
metà di marzo,
presso
la Regione,
a seguito di
un accordo
tra azienda
e sindacati, e
durerà 12 mesi.
« Anche il rapporto con le rappresentanze sindacali è una nuova esperienza; per fortuna, interagiamo con persone che hanno capito il momento e con le quali si può colloquiare in modo disteso e che ci supportano ».
L’alicese Occleppo è una delle tre realtà a livello mondiale in grado di fornire un prodotto così tecnologicamente avanzato; eppure, per ora, non si vedono nuove commesse: « abbiamo solo un impianto la cui consegna è prevista per maggio; per il resto, è tutto fermo. Arrivano richieste di offerte, le trattative durano parecchie settimane, ma alla fine si conclude poco » e la crisi, generalizzata, del settore investe anche l’estero.
Tuttavia, la speranza rimane accesa: « una volta toccato il fondo si deve risalire, no? Anche se le previsioni sono ancora grigie e di prospettive se ne vedono poche, cercheremo di sopravvivere anche perché la Occleppo è una parte della mia vita » conclude Patrizia Occleppo, sottolineando comunque che, nel caso di una ripresa del lavoro, sarà premura dell’azienda richiamare subito il personale attualmente sospeso.
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