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Il sindaco Carlino spiega la situazione in vista della prossima riunione della Conferenza dei Servizi in Regione

Per l’area commerciale di Moncrivello tre Comuni tentano la carta del turismo

Moncrivello.   Giovedì 26 marzo si è svolta la seconda Conferenza dei Servizi presso la Regione; la prima era stata sospesa perché la Regione aveva richiesto un’ulteriore documentazione rispetto a quella presentata dai richiedenti.   

    « Come previsto è stata una conferenza interlocutoria » afferma il primo cittadino moncrivellese Giovanni Carlino.  « Ci sono due richieste di autorizzazione - prosegue -, la prima intende normare meglio l’edificio già di 6000 metri esistente, già destinato a scopi commerciali, in cui attualmente vengono svolte diverse attività: vendita al dettaglio, commercio all’ingrosso, aree espositive e attività artigianali.   Sono i “vecchi” 1500 metri quadri del Brikò più la nuova di area espositiva ». 

foto: il punto commerciale Brikò di Moncrivello

   Si tratta dunque di un cambio di destinazione d’uso, da ingrosso a dettaglio.    Perché solo ora si parla di “normare” quest’edificio, mentre esso è già stato ampliato ed è già operativo?   E’ una sanatoria di un’attività già esistente da tempo?   « Sono stati distratti? Non lo so… » risponde ironicamente il sindaco, che poi spiega: « L’edificio è in fase di accatastamento.   Ora c’è la richiesta in Regione da parte della Roggero srl che vuole normare la situazione.   Avrebbe potuto anche stare zitta perché, alla fine, è una questione di interpretazione delle disposizioni di legge.   

   C’è chi sostiene che sia necessario normarlo con le leggi regionali, altri sostengono che sono in contrasto con le leggi nazionali… ». Il Comune, però, ha già dato l’autorizzazione alla Roggero srl, proprietaria del Brikò.    « Sì, il Comune, nel 2003, ha già concesso l’autorizzazione commerciale per la vendita al dettaglio relativa ai 1500 metri. Sull’ampliamento nuovo, terminato lo scorso anno, non riguarda la vendita al dettaglio, il Comune ha dato l’autorizzazione per la vendita all’ingrosso, magazzino e attività artigianali.   Roggero srl ha chiesto, a livello regionale, l’autorizzazione per la vendita al dettaglio per tutti i 6000 metri quadri, come “centro commerciale sequenziale” ».   

   Perché prima di cominciare i lavori, il proprietario ha fatto la richiesta al Comune di Moncrivello e non alla Regione?   

   « La domanda è stata giustamente presentata al Comune perché la licenza alla vendita è di competenza di Moncrivello.    Per la vendita al dettaglio, la richiesta va posta parallelamente anche alla Regione.   Per la vendita all’ingrosso, no.    Roggero srl fa attualmente domanda alla Regione per ottenere l’autorizzazione al commercio al dettaglio su tutti i 6000 metri quadri.    Su questo aspetto, il Comune non ha più competenza ». 

   Anche la seconda Conferenza dei servizi non ha sortito ancora gli effetti desiderati dai richiedenti. « Per quanto riguarda il lotto A (ovvero l’edificio esistente) il rinvio è motivato con il fatto che la Regione deve valutare la documentazione aggiuntiva fornita dal Comune (supplemento istruttorio).    Per il lotto B, vista la presenza dei proprietari del Gigante e del Briko, la Regione pur potendo decidere seduta stante ha ritenuto di rinviare la decisione per verificare tutte le possibilità di un accordo tra le parti per trasferire l’esercizio alimentare (Gigante) piuttosto che crearne uno nuovo ». 

   La seconda richiesta di autorizzazione presentata in Regione dal titolare del terreno - sempre la Roggero srl - riguarda infatti la costruzione di un ulteriore edificio di 2980 metri quadri accanto al Brikò destinato a una nuova attività. « La richiesta verte sul nuovo insediamento di attività del settore alimentare e non alimentare. 

   Non possono esistere due grosse strutture alimentari così vicine, perché una uccide l’altra.  

   Nel nuovo edificio potrebbe trasferirsi il Gigante: la Regione non può obbligarlo, dunque è necessario trovare un accordo con l’attuale proprietario del terreno ». Quindi il proponente non ha ancora detto chi si insedierà nel nuovo edificio.   « Nel 2006 il Gigante aveva chiesto di aprire lì, ma a quei tempi l’area non era ancora commerciale, e aveva sottoscritto con Roggero un accordo che prevedeva l’impegno del proprietario di dare disponibilità al terreno ad Addamarket, proprietaria del Gigante.   Noi rispondemmo che l’autorizzazione non sarebbe stata possibile perché quel terreno non era commerciale. Ovviamente servirebbe un contratto ». 

   Nel caso del trasferimento del Gigante dall’altro lato della strada, al posto della sua vecchia sede, chi si insedierebbe?    Dovrebbe richiedere una nuova autorizzazione commerciale al Comune?    « Chi si potrebbe insediare non so dirlo (la proprietà è La Quercia) ma dovrebbe certamente richiedere l’autorizzazione al Comune.    Una condizione essenziale è che chi si insedierà dovrà fare le opere di viabilità previste dallo strumento urbanistico ».

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 31 del 1-apr-2009 )
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