Crescentino. (s.a.) Venerdì 27 marzo è stata depositata in Comune una domanda commerciale per l’apertura di un ipermercato a Crescentino.
Da alcune settimane in città si vociferava dell’intenzione di aprire un nuovo supermercato e alla fine le illazioni si sono dimostrate esatte. Al momento le informazioni precise non sono molte.
Quel che è certo è che l’approvazione del nuovo Piano regolatore rende possibile un nuovo insediamento commerciale. « Sino a quando il piano non è stato approvato – spiega Enrico Borgondo, assessore al commercio delle ex Giunta Greppi – tutto rimaneva in sordina, perché non c’era una sola area fabbricale.
Adesso invece è possibile realizzare un supermercato di dimensioni intorno ai 1500 metri quadrati in un’area destinata come residenziale. Non è stata una scelta nostra ma è una legge. Anzi noi avremmo voluto approvare una delibera in cui si dichiarava che non si voleva centri commerciali di grandi dimensioni ma ci è stato detto che sarebbe stato illegittimo ».
L’area in questione sarebbe quella di via Viotti, nei pressi dell’Infermeria Santo Spirito e, stando alle voci che circolano, parrebbe che la società interessata alla costruzione sia il gruppo A&O ma dagli uffici comunali non arrivano conferme.
Dai commercianti invece arrivano diversi pareri negativi: « A noi esponenti del piccolo commercio questa notizia spaventa – commenta Pino Rotondo, delegato crescentinese dell’Ascom –. Crediamo proprio che non sia il momento di aprire un centro commerciale. Mi sembra che siamo abbastanza ben forniti, senza contare che il 2009 sarà un anno difficile. Lavoreremo nella direzione di migliorare l’aspetto del centro storico ». Anche la Confesercenti provinciale esprime un giudizio non favorevole: « Siamo contrari a un incremento di superficie, soprattutto nel settore alimentare – dichiarano i vertici –. Non ci sembra che a Crescentino si muoia di fame… ».
Anche qualche politico comincia a fare sentire la sua voce: « L’iniziativa economica privata è libera – dichiara Gian Maria Mosca– questo dice l’art. 41 della nostra Costituzione. Io aggiungo che è libera ma non è priva di regole, e soprattutto che deve essere libera anche per i tanti piccoli commercianti che rendono viva e pulsante l’esistenza di una comunità ».
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