Vercelli.
(r.n.)
Il presidente della Provincia,
Renzo Masoero, nei giorni scorsi ha
espresso la sua opinione sulla proposta del
Governo di realizzare nuove centrali nucleari
nel nostro Paese. « Viene da sé – afferma Masoero – che
parlando di siti possibili il vercellese sia stato
evocato da più parti, anche se va detto che
dal Governo Italiano non è venuta alcuna
indicazione ufficiale. Io stesso, in una prima provocatoria dichiarazione
ho affermato che, pur essendo
favorevole al nucleare, come territorio vercellese
“abbiamo già dato” per quarant’anni
e che quindi sarebbe stato più opportuno
collocare le nuove centrali in altre zone,
indicando la Brianza come esempio. Si è
sviluppato un dibattito tra favorevoli, contrari,
possibilisti. Personalmente formulo
una proposta concreta, che sintetizzo in tre
punti:
Torino.
(r.n.)
Si è svolta giovedì 12, in Commissione
regionale Ambiente, l’audizione degli
Enti Locali vercellesi per discutere dei problemi
connessi al nucleare, sia dal punto di vista degli
esiti del passato, sia dal punto di vista del rilancio
voluto dal Governo Berlusconi.
« In prima battuta – commentano i consiglieri
regionali Paola Barassi e Alberto Deambrogio –
vogliamo stigmatizzare l’assenza della Provincia
di Vercelli, che non ha neanche ritenuto di mandare
una memoria scritta e che nei giorni scorsi
si era dimostrata possibilista verso nuovi impianti
a fronte di azioni compensative e nuovi posti di
lavoro. Il sindaco di Saluggia, Marco Pasteris, ha parlato
a titolo personale e non ha quindi in nessun modo
rappresentato la Provincia di cui è assessore ».
« Tutti i presenti hanno, con accenti diversi, insistito
sul bisogno di una collaborazione istituzionale
al fine di spingere verso l’individuazione di un deposito nazionale per le scorie. A fronte di nostre
domande circa l’opportunità per gli Enti Locali di
valutare azioni chiare a sostegno dei ricorsi che i
cittadini stanno organizzando per scongiurare la
trasformazione degli attuali siti nucleari in depositi
di sé stessi, nessuno degli intervenuti ha voluto rispondere,
denotando quindi una certa indifferenza
per la perpetrazione del rischio maggiore in
quelle zone ».
« Rispetto al recente accordo atomico italo-francese
– continuano ancora Barassi e Deambrogio –, che realisticamente porterebbe alla costruzione
di nuove centrali in territorio piemontese e vercellese
in particolare, non sono emerse posizioni
politicamente chiare. È stato ribadito lo slogan
‘il vercellese ha già dato’, ma nessuna dichiarazione
conseguente a ciò è stata fatta; insomma
nessuno si è spinto a dire che il progetto nucleare
del Governo va respinto ».
Roma.
(r.n.)
La Camera dei Deputati ha approvato
un decreto-legge sulle risorse idriche e l’ambiente
all’interno del quale si modificano i criteri
di ripartizione delle compensazioni territoriali
previste per i territori che ospitano siti nucleari. « La norma – commenta Luigi Bobba, deputato ciglianese
del Partito Democratico –
è del tutto condivisibile,
in quanto ripartisce in modo più coerente
e finalizzato tali risorse che derivano da una
tassa gravante sulle bollette dell’energia elettrica.
Da ora in poi il fondo sarà così ripartito: 50% ai
Comuni che ospitano un sito nucleare; 25% alle
Province dove si trovano tali Comuni; 25% ai
Comuni confinanti con quello nel cui territorio è
ubicato il sito. Per questi ultimi, recita la legge,
“il
contributo è calcolato in proporzione alla superficie e alla
popolazione residente nel raggio di dieci
chilometri dall’impianto”. Fa piacere – nota Bobba – che il presidente della
Provincia Masoero apprezzi la ragionevolezza di tale norma, nata sotto la spinta di tutti i Comuni
interessati; anche se, solo pochi mesi fa, la Provincia
di Vercelli, ha effettuato una ripartizione delle
compensazioni spettanti per gli anni 2004-2006
con criteri del tutto opposti, dando soldi a Varallo
(distante dai siti nucleari più di 90 km) o alla società
Terre d’acqua e non al Comune di Cigliano,
che è invece confinante con Saluggia ».
“Infine – conclude Bobba – il presidente Masoero non può fare il ‘gioco delle tre carte’, perché, se nel caso della centrale E.On fosse stata applicata la norma approvata dalla Camera, l’indennizzo sarebbe toccato anche al Comune di Cigliano. Ora anziché ‘confortarsi’ per aver anticipato la norma – cosa non vera – corregga quanto fatto e la applichi da subito anche per l’indennizzo della centrale E.On (più di 500 mila euro all’anno per il solo Comune di Livorno Ferraris) attribuendo la quota spettante anche a Cigliano che si trova proprio nelle condizioni definite dalla nuova legge ».
* Legambiente e Pro Natura del Vercellese Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - Settore Energia
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