Torino.
(u.l.)
Una risposta,
arrivata il 10 febbraio,
del ministro dello Sviluppo
economico Claudio
Scajola a una nota che la
presidente della Regione
Piemonte, Mercedes
Bresso, aveva inviato il
17 novembre scorso, ha
scatenato inspiegabili entusiasmi
in coloro che non
conoscono la normativa
italiana sullo stoccaggio
dei rifiuti radioattivi.
Scajola scrive infatti
a Bresso: “concordo nel
ritenere che i depositi da
realizzarsi nel sito di Saluggia
non possano confi
gurarsi come depositi di
stoccaggio definitivo per i
rifiuti radioattivi ivi presenti”. Una precisazione
a non si sa che cosa, visto
che nessuno – nemmeno
la Sogin – si è mai azzardato
a dire o a scrivere
che quelli di Saluggia possono
configurarsi come
“depositi di stoccaggio
definitivo”.
Ma siccome il Governo, di cui il ministro
Scajola è autorevole
membro, non ha ancora
individuato il sito in cui
realizzare il deposito definitivo, le strutture dell’Eurex
di Saluggia resteranno
piene di rifiuti radioattivi
solo “provvisoriamente”,
come lo sono state negli
ultimi trent’anni, nonostante
la legge prevedesse
l’entrata in esercizio del
deposito definitivo entro
dicembre 2008.
Ancor più entusiasmo
ha suscitato un’altra affermazione
del ministro contenuta
nella lettera a Bresso:
“posso assicurarLe che
nel progetto Cemex per i
depositi temporanei a
Saluggia – scrive Scajola –
verrà inserita un’apposita
disposizione alla società
Sogin di provvedere al defi
nitivo conferimento dei
rifiuti non appena disponibile
il deposito nazionale,
al fine del rilascio del
sito privo di vincoli di natura
radiologica’’.
Ottima intenzione: sarebbe bastato inserire nel decreto ministeriale la prescrizione richiesta dalla Regione Piemonte, ma il ministro se n’è dimenticato. E sull’« appena disponibile » (mesi? anni? decenni?) Scajola non dice una parola in più. I comunicati si accumulano, le leggi non vengono rispettate e intanto i rifiuti radioattivi restano a Saluggia.
l'assessore regionaleDe Ruggiero: impegno del Governo a liberare il Piemonte dalle scorie
Torino.
(r.n.)
« È un passo importante
ed una presa di posizione
ufficiale e vincolante per
il Governo: La risposta del ministro
Scajola indica il percorso
per una soluzione chiara e
definitiva dell’emergenza delle
scorie nucleari in Piemonte ». Commenta così l’assessore
regionale all’ambiente, Nicola De Ruggiero, la
lettera che il ministro dello Sviluppo economico
Claudio Scajola ha inviato alla presidente Mercedes
Bresso, in risposta alla nota della Regione
Piemonte del novembre 2008. Per l’assessore De Ruggiero « le dichiarazioni del ministro sono il risultato dell’azione pressante e costante nel tempo svolta nei confronti del Governo da parte della Regione Piemonte che, tenendo costantemente una linea coerente e decisa, ha sempre ribadito di non volere assolutamente la presenza del deposito unico nazionale nel proprio territorio, già in credito per essere tutt’oggi sede di rifiuti radioattivi a vent’anni dalla chiusura delle centrali esistenti in Italia ». |
il sindacoPasteris: è un passo importante, ora la Regione finanzi la tangenziale
Saluggia.
(r.n.)
« Condivido sicuramente
quanto detto dall’assessore
regionale De Ruggiero, secondo la
quale, la posizione assunta dal Ministro
Scajola è un passo importante
ed una presa di posizione ufficiale e
vincolante per il Governo ». Questo il
commento del sindaco Pasteris alla
notizia della lettera che il ministro dello
Sviluppo economico Claudio Scajola ha inviato alla presidente
Mercedes Bresso. Aggiunge Pasteris: « apprezzo
che nell’autorizzazione finale relativa al progetto Cemex
venga inserita un’apposita disposizione alla società Sogin,
esercente dell’installazione, di provvedere al definitivo conferimento
dei rifiuti radioattivi presenti nel sito di Saluggia
non appena disponibile il deposito nazionale ». « Se da una parte – conclude Pasteris – chiediamo a Sogin di continuare a comunicare le attività svolte per la messa in sicurezza del sito saluggese, dall’altra auspichiamo che la Regione Piemonte si pronunci rapidamente e positivamente sulla nuova tangenziale di Saluggia opera, prioritaria per la Provincia di Vercelli, e propedeutica ed essenziale, per l’Amministrazione comunale, per la successiva realizzazione dell’impianto Cemex ». |
Torino.
(r.n.)
« Le recenti
rassicurazioni – dice
Alberto Deambrogio,
consigliere regionale di
Rifondazione Comunista –
Sinistra Europea – fornite
dal ministro Scajola alla
presidente Bresso in merito
all’allontanamento delle
scorie nucleari presenti
a Saluggia sono del tutto
fuorvianti ».
« Nella lettera che il ministro
ha spedito a Bresso –
continua Deambrogio – si
sostiene che nell’autorizzazione
finale relativa al progetto
‘Cemex’ verrà inserita
un’apposita disposizione
alla Sogin per provvedere
al definitivo conferimento
dei rifiuti radioattivi presenti
nel sito di Saluggia
non appena disponibile il
deposito nazionale ». « Questa posizione del
ministro non tiene, dunque,
in nessuna considerazione
la delibera della Giunta
Regionale n. 19-2351 del
13 marzo 2006. Delibera
che conteneva una prescrizione
“irrinunciabile” che
il Governo ha dimenticato
di inserire nel decreto: “il
vincolo dell’efficacia del titolo
abilitativo per l’esercizio
dell’impianto Cemex e del suo
sistema di immagazzinamento
temporaneo alla conclusione
formale della procedura di
individuazione dei siti e dei
sistemi di gestione centralizzata
a livello nazionale ».
« Siamo quindi al fatto
assai spiacevole che se la
Giunta e la presidente della
Regione Piemonte chiedono
al ministro Scajola ‘dove
vai’, egli non trova di meglio
da dire che ‘porto pesce’ ». « Davvero – continua
ancora Deambrogio – non
condivido l’enfasi positiva
con cui l’atto del Ministro
è stato salutato. Per la legge vigente il deposito
nazionale doveva essere
individuato entro il 31 dicembre
2008 e a oggi nulla
è accaduto. Non credo sia
tecnicamente e soprattutto
politicamente accettabile
l’atteggiamento espresso
dal Governo nazionale. Alla presidente Bresso e
all’assessore De Ruggiero
chiedo di non avallare
la pericolosa strategia di
Scajola, cercando tempestivamente
di far emergere
i suoi aspetti di indefinita
dilazione temporale su
nodi cruciali e ribadendo
la propria ferma volontà di
non sottostare a una servitù
nucleare che si protrae
ormai da troppi anni ».
« Che i rifiuti radioattivi presenti nel sito di Saluggia debbano essere conferiti al deposito nazionale è affermazione che Sogin e il Governo ripetono da anni, ma intanto i rifiuti continuano a rimanere a Saluggia, dove Sogin sta per costruire nuovi depositi, e nessuno finora è stato in grado di fissare la data del loro allontanamento. E questo vale, oltre che per Saluggia, anche per Trino e Bosco Marengo, siti nucleari che Sogin progetta di trasformare in “depositi di se stessi” ». « Anzichè inviare lettere interlocutorie in cui ripete le solite ovvietà – conclude Deambrogio –, Scajola faccia quello un ministro dovrebbe fare: renda operativa la prescrizione richiesta dalla Regione e si dia da fare per fissare al più presto la data in cui i rifiuti andranno via ».
Vercelli.
(r.n.)
La lettera inviata dal ministro Claudio Scajola
alla presidente Mercedes Bresso è
stata commentata anche da
alcuni esponenti del Partito
Democratico: il deputato
Luigi Bobba, il consigliere
regionale Alessandro Bizjak,
il consigliere provinciale
Alessandro Portinaro e la
coordinatrice del circolo di
Saluggia, Paola Olivero.
Il Partito Democratico
ricorda al ministro che
« per essere credibile deve
portare a termine il lavoro
iniziato dalla cosiddetta
“Commissione Bersani”. Il documento da essa prodotto,
propone modalità e
percorsi condivisi per individuare
il sito che non solo
ospiterà i rifiuti italiani ma
anche un Centro Nazionale
di Eccellenza per studi
avanzati sull’ambiente. A
tal fine è necessario istituire
un’Agenzia Nazionale per i
rifiuti radioattivi che gestisca e segua tutto l’iter per
arrivare al sito definitivo.
Inoltre, ad evitare che Saluggia
diventi deposito definitivo di stoccaggio di scorie
radioattive, è indispensabile
che il Governo recepisca
in modo esplicito quanto
stabilito dalla Regione
Piemonte con delibera di
Giunta 19/2351 del 13
marzo 2006, cioè che l’impianto
Cemex e il deposito D3 destinato a contenere i
fusti cementati ebbano essere
messi in funzione soltanto
quando ci sarà stata
la conclusione formale della
procedura di individuazione
dei siti e dei sistemi di gestione
centralizzata a livello
nazionale previsti dalla legge
368/2003 e dalla legge
239/2004 ».
« Parimenti, dovranno essere stati costruiti i contenitori speciali destinati al trasporto dei rifiuti cementati da Saluggia al deposito definitivo ». « Infine – concludono gli esponenti del PD – ci opponiamo fermamente alla costruzione del deposito D2 (unico nel suo genere sul territorio nazionale), che di fatto, al di là dei buoni propositi del Ministro, condannerebbe Saluggia a diventare sito definitivo di stoccaggio di migliaia di fusti pieni di radioattività ».
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