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« Il tavolo di trasparenza è solo una presa in giro »

Comitati e centri sociali: siamo disgustati da questo teatrino, non partecipiamo più

Torino. (r.n.)    “Quel tavolo è una presa in giro, noi non vi prendiamo parte”: è durissimo il comunicato redatto dal Comitato cittadini contro il nucleare, dal Comitato spontaneo Arcobaleno, dal Centro sociale Mattone Rosso e dal Centro di documentazione Senza Tregua all’indomani della riunione convocata dall’assessore regionale Nicola De Ruggiero.

    “Il Comitato Spontaneo Arcobaleno – scrivono – era stato invitato al tavolo di trasparenza a Torino presso l’assessorato all’Ambiente, abbiamo scelto di non partecipare perché riteniamo quel tavolo una presa in giro verso coloro che realmente questione nucleare in Italia vada chiusa una volta per tutte” .

    “Presenziare a quel tavolo dove siedono coloro che del nucleare fanno una fonte di guadagno – proseguono – e che quindi non hanno intenzione di mettere fine al problema ci sembra almeno incoerente con chi si è sempre battuto al nostro fianco.    Noi abbiamo partecipato una sola volta a quel tavolo e siamo stati disgustati di fronte al teatrino dove da una parte vi erano la Regione Piemonte rappresentata dall’assessore De Ruggiero che dichiara il suo no al nucleare ma permette la costruzione del D2 e del D3 nonché del Cemex, il tutto con soldi pubblici che nel caso di smantellamento successivo sarebbero un’ulteriore spreco, l’edificazione di tutto questo a Saluggia, farebbe di Saluggia di fatto il deposito nazionale, a quel tavolo vi era la Sogin che vive sul nucleare e quindi non si capisce perché dovrebbe smantellarlo anzi firma nuovi contratti per la sperimentazione di nuove ricerche sul nucleare di quarta generazione per un totale di 13 milioni di euro.

    La Sogin che, illustrando il proprio piano di smantellamento, fa esprimere parole di apprezzamento all’assessore senza sottolineare il fatto che le scorie da Saluggia partono e a Saluggia ritornano; allo stesso tavolo vi era poi l’Arpa che per le “poche risorse” dopo 3 anni e 115 pozzetti d’ispezione e riuscita a comunicare che la radioattività nella falda superficiale riscontrata a valle del deposito Avogadro è frutto di un vecchio incidente in Sorin...

    Ci possiamo fidare?    Tra il pubblico invitato alcuni consiglieri e la schiera dei sindaci che di fronte alla possibilità di salutare i depositi e di conseguenza le compensazioni milionarie si guardano bene dal protestare sull’inosservanza della legge 368 e della mancata individuazione del deposito nazionale: chissà che quei soldi non spalanchino nuove carriere politiche”.

    “Chiediamo a tutti – concludono – di non legittimare questi tavoli con la nostra presenza, perché lì siedono coloro che per motivi economici o politici non hanno nessuna intenzione di chiudere la partita nucleare, e invitiamo tutti a presentarci fuori da questi luoghi d’incontro per ribadire il nostro no al nucleare”.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 29 del 15-feb-2009 )
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