Il 18 dicembre 2008 il CIPE
(Comitato Interministeriale per
la programmazione economica)
ha deliberato la seconda ripartizione
dei contributi, relativi
al 2007, per la compensazione
da assegnare a Comuni e Province
sedi di impianti nucleari. Come la Gazzetta ha anticipato
qualche numero fa, si tratta di
poco più di 2 milioni di euro:
615 mila euro per Saluggia, 451
mila per Trino e 1 milione e 66
mila per la Provincia di Vercelli. Pochi spiccioli in confronto
ai 18 milioni per gli anni 2004,
2005 e 2006 assegnati dal CIPE
del 28 settembre 2007.
La storia delle compensazioni
è nota; in origine quei soldi
dovevano servire per indennizzare
il comune di Scanzano
Jonico che, per decreto del
Governo Berlusconi, avrebbe
dovuto ospitare il deposito nazionale
per le scorie radioattive. Quando il decreto fu convertito
in legge (la 368 del 24 dicembre
2003) il nome di Scanzano fu
cancellato e il Parlamento decise
che quei soldi sarebbero serviti
comunque per compensare
i Comuni che convivono con i
vecchi impianti nucleari, sino
a quando non verrà costruito il
Deposito Nazionale, in un sito
tuttora da individuare.
Forse non tutti sanno che l’aliquota
MTC, l’aliquota il cui prelievo
dalla bolletta elettrica degli
italiani permette la formazione
delle compensazioni, nasce a dicembre
del 2004, cioè un anno
dopo l’approvazione della legge
368. Per un anno,
da gennaio a dicembre
2004, la quota per le
compensazioni è infatti
stata “prelevata” sfruttando
l’onere nucleare
che permette il finanziamento
per lo smantellamento (aliquota
“A2” della bolletta elettrica). Questa seconda “tassa nucleare”
che colpisce la bolletta elettrica
nasce con una disposizione della
Finanziaria 2005 (art. 1, comma
298) che dice come il 70% della
somma che si accumula per le
compensazioni nucleari avrebbe
contribuito, per un totale
di 100 milioni di euro l’anno,
alle entrate del Bilancio dello
Stato.
In pratica dal 1° gennaio
del 2005 a carico dell’onere
nucleare per lo smantellamento
(aliquota A2) ci sarebbe stato un
prelievo in più… per assicurare
un extragettito alle casse statali. Una tassa “occulta”, come dirà
l’Autorità per l’Energia Elettrica
e il Gas al Parlamento (atto n.
17 dell’aprile 2007) che avrebbe
fatto mancare i soldi alla Sogin
creando difficoltà per la gestione
dei siti nucleari.
Una richiesta
che il Parlamento
non ascolterà, costringe
l’Autorità Elettrica ad
aumentare la “tassa”
nucleare. La legge 368 diceva
che il “tesoretto” per le compensazioni
si sarebbe formato
mediante il prelievo dalla bolletta
elettrica di “0,015 centesimi
di euro per ogni kilowattora
consumato”, ma per effetto
della disposizione governativa
l’Autorità decise di portare questa
cifra a 0,02 centesimi creando
una seconda aliquota nucleare,
la MTC appunto, così da
avere due flussi distinti: uno per
lo smantellamento e uno per le
compensazioni, riuscendo così
a garantire ogni anno i 100 milioni
di euro per le casse statali. Ogni anno perché la Finanziaria
2005 diceva espressamente
“a partire dal 2005”. Così, per
rispettare l’articolo “creativo”
della Finanziaria 2005 - a gennaio
2006, con un’inflazione
cresciuta dello 1,2%, gli italiani
si ritrovano con una bolletta
elettrica maggiorata dello
0,4%.
Ora che è chiara la storia legislativa delle compensazioni, sarebbe opportuno che i sindaci dei “Comuni nucleari” calcolassero quanti soldi mancano all’appello, rispetto all’originaria formulazione della legge, per le compensazioni del 2007; e soprattutto dovrebbero spiegare perché continuano a ripetere che i soldi mancanti sono “parcheggiati” presso la Cassa Conguaglio del Comparto Elettrico, quando invece è evidente che quei soldi non ci sono più.
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