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Appalti della Provincia, proseguono gli interrogatori

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Vercelli. (r.g.) Sentiti in aula i funzionari Silva, Acerbo e Cressano: «nessuna pressione dall’assessore Zanotti».

E’ proseguito la scorsa settimana, con gli interrogatori dei cinque imputati (tutti dipendenti della Provincia), il processo sugli appalti dei lavori pubblici in cui sono coinvolti il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Cortopassi e l’ex assessore provinciale Francesco Zanotti, accusati di concussione.

In aula Caterina Silva, Marco Acerbo, Marzio Sguotti, Michele Cressano e Paolo Bello, accusati di falso materiale, falso ideologico e abuso d’ufficio. Ognuno ha avuto un ruolo nelle commissioni incaricate di giudicare i progetti delle ditte per le quattro gare in questione, tra cui la costruzione della variante di Ghislarengo e la manutenzione della Sp299 di Alagna: chi commissario giudicante, chi segretario verbalizzante.

Silva ricostruisce il momento del voto. «Ognuno era libero di votare come credeva – spiega davanti al collegio -; poteva capitare, tra i commissari, di allinearsi nei giudizi. Eravamo persone con esperienza, abituate a trattare questa materia». Sul tempo impiegato dalla commissione a valutare i lavori (altra presunta anomalia emersa dal consulente pm, secondo cui era troppo breve), Acerbo sottolinea che i componenti «conoscevano già gli aspetti tecnici dei progetti, in quanto partecipavano alle fase preliminari, erano di facile approccio. I tempi sono coerenti ». Anche lui non ha mai ricevuto pressioni da Zanotti.

Francesco Zanotti
Francesco Zanotti.

Bello e Cressano si concentrano sulle differenze riscontrate tra i brogliacci, fogli su cui ogni componente della giuria annotava le valutazioni, e i file excel su cui venivano riportate: «Può capitare che ci si accorga della differenza tra il brogliaccio e il file excel – spiega Bello – e si corregga l’errore. L’illecito sarebbe stato lasciare tale errore sul computer». Tra i commissari, conclude Bello, non c’erano influenze, e non ha mai ricevuto pressioni dall’alto.

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