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ALICE CASTELLO: Petrino: «Estinguere i mutui del Comune? Non sarebbe stato conveniente né sensato»

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ALICE CASTELLO: Petrino: «Estinguere i mutui del Comune? Non sarebbe stato conveniente né sensato»
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ALICE CASTELLO. Il sindaco Vittorio Petrino risponde alle dichiarazioni dei consiglieri del gruppo di minoranza “Rinnova Alice”, riportate in un comunicato congiunto distribuito alla popolazione.

In primo luogo il sindaco difende il suo operato in campo finanziario replicando all’affermazione dell’opposizione secondo cui esisterebbe un debito comunale di circa 800 euro pro capite per ogni alicese e che il Comune avrebbe dovuto saldare alcuni debiti coi proventi della discarica. Petrino osserva: «Pagare tutti i mutui contratti negli anni precedenti, oltretutto non aperti dalla mia Amministrazione, non solo non sarebbe conveniente ma sarebbe un atto insensato». Egli già nel recente passato aveva spiegato che al momento non conveniva finanziariamente chiudere i debiti, in considerazione dei tassi attuali, e che comunque alcuni dei mutui sottoscritti erano già stati saldati. Riguardo ai debiti del Comune, Petrino chiarisce che essi sono quasi tutti anteriori al suo mandato, con una sola eccezione: «L’unico mutuo che la mia Amministrazione ha contratto è stato attivato al fine di realizzare il depuratore, scelta forzata, altrimenti tale costo sarebbe stato spalmato sulle bollette dei cittadini».

In secondo luogo il primo cittadino rivendica le molte realizzazioni compiute durante la sua Amministrazione, poiché «i fondi provenienti dalla discarica non si sono persi nel nulla», bensì sono stati utilizzati in due direzioni: in parte per mantenere basse il più possibile le tariffe dei servizi comunali (ossia trasporto scolastico e mensa), così contenendo l’impatto delle imposte e delle tasse (Ici, Tarsu, Imu e Tares) sulle famiglie, cosa tanto più importante in un periodo di grave crisi economica nazionale e di pressione fiscale crescente da parte dello Stato; in parte «per realizzare tutte le opere pubbliche che hanno cambiato il volto del nostro paese»: la casa di riposo, la palestra comunale, Casa Cagliano, Casa degli Alicesi, la riapertura e l’ampliamento della Biblioteca in locali rinnovati, l’Archivio storico, l’acquisto e l’inizio della ristrutturazione del Castello etc. «Tutte queste opere, e ne ho citate solo alcune fra quelle concretizzate, hanno notevolmente accresciuto il patrimonio economico della nostra comunità: si potrebbe dire che non esiste un debito, bensì un credito per ogni cittadino alicese». Petrino attribuisce pertanto alla sua Amministrazione una serie d’opere pubbliche, imponente per un paese delle dimensioni d’Alice, che oltre a fornire servizi ai cittadini si traduce in un ingente capitale di pubblica proprietà, cosicché si può parlare dell’esistenza d’un credito pro capite per ogni alicese.

In terzo luogo, il sindaco si sofferma su due decisioni importanti della sua Amministrazione: l’acquisto del Castello per restaurarlo e la ferma resistenza all’ipotesi d’una cava nella zona Trompetto. Petrino difende la bontà della scelta di acquistare il Castello, su cui la minoranza consiliare ha espresso pareri critici: «Nessun alicese lascerebbe andare in rovina la propria casa e credo che alcuni edifici, quali la chiesa parrocchiale, la Scuola materna e primaria, il Municipio, rappresentino un bene comune che identifica e unisce. Inoltre se anche solo una parte del Castello avesse finito per crollare, il costo di smaltimento del materiale per la comunità sarebbe stato ingentissimo: pari, se non superiore, all’acquisto dello stesso palazzo. » L’acquisizione del grande palazzo signorile ha avuto quindi una funzione sia di conservazione del simbolo stesso d’Alice e del suo maggiore monumento storico ed artistico, sia anche economica quale investimento di lungo periodo.

Infine il sindaco tiene a ricordare d’essere stato lui personalmente a chiedere ed ottenere l’abolizione della cava posta nel territorio detto del Trompetto, sia per motivazioni d’ordine ambientale, sia per altre di natura turistica e legata alla viabilità: «L’unico ad opporsi, minacciando per iscritto le dimissioni, è stato il sottoscritto».

Marco Vigna

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