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ALICE CASTELLO: Il ministro della Salute non ha risposto a Ellena, allora lui scrive anche al ministro dell’Ambiente

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ALICE CASTELLO: Il ministro della Salute non ha risposto a Ellena, allora lui scrive anche al ministro dell’Ambiente
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ALICE CASTELLO. (m.v.) Sulla questione dei residui medico-sanitari nel compost.

L’assessore comunale alla cultura Lodovico Ellena aveva sollevato nello scorso anno la questione dei materiali ritrovati nel compost utilizzato per concimare campi nella zona di Alice Castello. Egli aveva riferito, nel novembre scorso, d’aver riscontrato nel corso di perlustrazioni personali del territorio comunale una pratica che aveva provocato la sua forte preoccupazione per motivi d’ordine ambientale, giacché aveva rintracciato ciò che egli definiva «una poltiglia indefinita piena zeppa di frammenti di plastica tra cui cavi telefonici, elettrici, rifiuti apparentemente ospedalieri e quant’altro».

Dopo aver avvisato sia il Comune di Alice Castello che l’Arpa Piemonte, Ellena aveva deciso di scrivere al ministro della salute del Governo Letta, Beatrice Lorenzin. Nella lettera, firmata da Ellena e dal professor Marco Maniscalco, si affermava che «in seguito ad un’indagine condotta sul nostro territorio abbiamo scoperto che all’interno del compost – materiale utilizzato quale concime – vi erano numerosi residui di inequivocabile natura medico-sanitaria. Interpellata l’Arpa provinciale, per mano del suo dirigente Giancarlo Cuttica, ci veniva riferito che in seguito al loro controllo del compost in oggetto non sussistevano problemi igienico sanitari. Altre nostre indagini rivelavano però che, in mucchi analoghi, reperti sanitari insieme a plastica tritata, fili elettrici ed altro materiale di sconosciuta natura integravano quel compost. La questione si è così spostata sui giornali locali, laddove Cuttica affermava che il loro controllo era stato serio e rigoroso, in linea con una legge che afferma che in tali compost lo 0,5% può essere integrato con non ben definiti “elementi estranei”. A ciò s’aggiunga che a nostro modo di vedere, qualora tale legge fosse operativa, un fatto del genere parrebbe gravissimo: diverrebbe infatti “legale” concimare campi in cui vengono coltivati prodotti alimentari, con materiale non ben definito». I due firmatari sollecitavano il ministro a far sapere se realmente esistesse una simile legge e, in tal caso, di chiedersi se non andasse modificata o cancellata per i pericoli che la sua applicazione potrebbe eventualmente comportare.

Non avendo ricevuto risposta da Lorenzin, Ellena e Maniscalco hanno di recente scritto al ministro dell’ambiente, Andrea Orlando, riportando la lettera che avevano già spedito nel novembre scorso al ministro della salute: «Non avendo però avuto nessuna risposta in merito, ci rivolgiamo a lei per porre la stessa domanda, fiduciosi di un suo interessamento».

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