Weekend con il morto
Alla fine degli anni ’80 ebbe un discreto successo il film americano “Weekend con il morto”. Raccontava la vicenda di due impiegati che, invitati a trascorrere un fine settimana al mare nella villa del loro principale, tale Bernie, arrivati sul posto… lo trovano morto. Per un qualche importante motivo i due per tutto il weekend vanno in giro con il cadavere (gli mettono un paio di occhiali scuri, lo siedono tra loro in auto e al bar, lo sorreggono quando vanno a piedi, ecc.) perché devono dimostrare a qualcuno che Bernie è vivo.
Per poter costruire a Saluggia, nel sito Eurex, il deposito D2 per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi, Sogin sta facendo più o meno la stessa cosa. Il morto, in questo caso, è l’ordinanza (meglio: le due ordinanze) del Commissario gen. Carlo Jean che ne autorizzavano la costruzione.
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Il 13 luglio 2011 è pervenuta al protocollo del Comune di Saluggia, a firma di Michele Gili progect manager del sito Sogin di Saluggia, la “comunicazione di inizio lavori”. Gili scrive che “il giorno 18 luglio inizieranno i lavori di realizzazione del deposito”, “con riferimento all’Ordinanza del Commissario Delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari del 13.12.2005, come rettificata con Ordinanza 24.2.2006”.
La prima di queste Ordinanze, quella del 13 dicembre 2005, individuava le “opere connesse all’impianto Cemex” – e, fra queste, il “Deposito D2 per rifiuti solidi a bassa attività – definendole “interventi di primario interesse pubblico” e “comprese fra le misure speciali di emergenza”. Nonostante sull’area vigesse (e vige tuttora) il divieto di nuove costruzioni, con quell’Ordinanza il Commissario rilasciò a Sogin (società di cui era presidente) il “permesso di costruire in deroga” al piano regolatore. E anche in deroga ad alcuni articoli del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 6 giugno 2001, n. 380); ad alcuni, non a tutti: per esempio, non in deroga all’art. 15, che prescrive: “il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori”. Questa norma, quindi, Sogin avrebbe dovuto rispettarla.
A fine 2005 segnalammo al Commissario, inviandogli una raccomandata (la lettera venne riportata anche su un volantino distribuito a Saluggia), che la sua Ordinanza era scritta con i piedi, zeppa di inesattezze e strafalcioni (ad esempio, nei riferimenti normativi anziché citare il Dpcm sullo smaltimento dei rifiuti radioattivi… citava un Dpcm sulla tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori). Jean accusò il colpo e il 24 febbraio 2006 ne emanò un’altra, di rettifica, in cui corresse gli errori e aggiunse: “le parole «Deposito D2 per i rifiuti solidi a bassa attività» sono sostituite dalle parole «Deposito temporaneo D2 limitatamente alla parte necessaria allo stoccaggio dei rifiuti a bassa attività attualmente già presenti sul sito, allo stato solido»”.
Lo “stato di emergenza” terminò a dicembre 2006. I lavori, stando all’art. 15 (non derogato dalle Ordinanze) del Testo Unico dell’Edilizia, avrebbero dovuto iniziare al massimo entro il 24 febbraio 2007, ma a quel tempo il progetto era ancora sulla carta. Sempre stando a quell’art. 15 (sempre non derogato dalle Ordinanze), avrebbero dovuto concludersi nel 2009. Ma anche nel 2009 il progetto era ancora sulla carta.
Cosa fece allora Sogin, con la complicità del Comune? Si inventò una procedura da arrampicata sugli specchi: sostenne che una “comunicazione di inizio lavori” inviata al Comune nell’estate 2006, che riguardava espressamente la realizzazione di un’unica opera (il “Nuovo sistema di approvvigionamento idrico dell’area di disattivazione di Saluggia”: il tubo dell’acqua), andava intesa come “comunicazione di inizio di tutti i lavori delle opere connesse al Cemex”: compreso il D2, quindi. E chiese al Comune una “proroga del termine di ultimazione delle opere”: compresa l’ultimazione del D2, opera “di emergenza” che nel 2009, tre anni dopo la conclusione dell’emergenza… non era nemmeno stata iniziata (lo ammette Gili stesso, quando nel 2011 informa il Comune che i lavori per il D2 iniziano solo in quel momento). E comunque il compiacente funzionario comunale Antonello Ravetto, sentendosi novello generale Jean, concesse a Sogin la proroga richiesta, posticipando il termine di ultimazione al 2 luglio 2012.
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Cosa sta costruendo quindi Sogin là sotto, facendo lavorare gli operai giorno e notte, cercando di portare avanti i lavori il più possibile prima della scadenza del 2 luglio 2012? Sta costruendo un deposito per rifiuti radioattivi sulla base di due ordinanze scadute e della proroga concessa da Ravetto: tutti insieme, come in quel film, tengono su il morto. Ma non per un weekend: per cinque anni e mezzo.
Ma davvero, come scrive Gili, Sogin sta facendo costruire il D2 “con riferimento” a quelle due Ordinanze? No: perché, nonostante Jean abbia chiaramente autorizzato la costruzione del «Deposito temporaneo D2 limitatamente alla parte necessaria allo stoccaggio dei rifiuti a bassa attività attualmente già presenti sul sito, allo stato solido», nella relazione tecnica allegata al bando per la costruzione del D2 Sogin afferma che «all’interno del nuovo deposito D2 saranno immagazzinati rifiuti classificati di 2a e 3a categoria» (quindi non solo quelli «a bassa attività»). E, ad ulteriore riprova che le prescrizioni di Jean riguardo al contenuto del D2 sono utilizzate come carta igienica, anche nel decreto Bondi-Prestigiacomo (che tempi, eh!) del 19 settembre 2008 si prevede “lo stoccaggio nel deposito D2” non solo dei rifiuti a bassa attività allo stato solido già presenti sul sito, ma anche dei “rifiuti radioattivi di III categoria derivanti dall’attività del Cemex”.
Quindi: non solo Sogin e Comune stanno tenendo in piedi il morto, ma gli hanno anche cambiato i connotati.
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Ultima chicca: nel dicembre 2005 il gen. Jean scriveva che il Rapporto di progetto particolareggiato (RPP) del D2 era stato trasmesso all’Apat (ora Ispra) nell’aprile 2005. Sono trascorsi cinque anni e mezzo: il RPP, visto che nel frattempo sono iniziati i lavori, è stato approvato? No! L’istruttoria dell’Ispra è tuttora in corso, Sogin spera che venga approvato entro il primo semestre 2012. Ciononostante, facendo arrivare le betoniere di notte, Sogin ha iniziato a far costruire il deposito: “costruzione anticipata di una parte delle opere civili: fondazione e piano interrato fino al solettone di posa”. Devono fare in fretta, perché ‘sto morto non potranno portarlo in giro ancora per molto.
Umberto Lorini









